Cresce l’allarme e la preoccupazione tra i residenti di Roma Nord per la prevista realizzazione del nuovo biodigestore nell’area compresa tra La Storta e l’Olgiata. I cittadini denunciano il rischio di un impatto devastante sull’ambiente, sulla salute pubblica e sulla già critica viabilità del quadrante extraurbano della Capitale.
Scatta la protesta dei cittadini per la realizzazione del nuovo biodigestore di La Storta-Olgiata: “Rischiamo smog, miasmi e strade invase dai camion”
Il primo grande nodo sollevato dai residenti riguarda la sostenibilità logistica dell’opera, con particolare riferimento ai problemi di viabilità che affliggono quotidianamente la zona.
L’area di Roma Nord presenta infatti un assetto viario già oggi fortemente congestionato dal traffico locale. L’eventuale entrata in funzione del nuovo biodigestore comporterebbe un incremento significativo del transito di mezzi pesanti, deputati al trasporto quotidiano dei materiali da sottoporre a trattamento.
Uno scenario che spaventa i cittadini, poiché il flusso industriale andrebbe a gravare su strade che non sono state progettate né strutturate per sostenere una simile mole di carico. Le conseguenze dirette di questo sovraccarico includono un aumento esponenziale dei rischi per la sicurezza stradale e un’usura accelerata del manto viario, che richiederebbe frequenti e dispendiosi interventi di manutenzione straordinaria a carico della collettività .
Inquinamento e altri disagi per i residenti
Oltre alla paralisi del traffico, i cittadini manifestano forti timori per i disagi ambientali e la drastica diminuzione della qualità della vita. Il continuo viavai dei camion pesanti destinati al trasporto dei materiali genererebbe infatti un incremento preoccupante di polveri e particolato nell’aria, peggiorando la qualità atmosferica a ridosso dei centri abitati.
C’è inoltre profonda apprensione per il possibile impatto paesaggistico e per il rischio di odori persistenti e sgradevoli che potrebbero sprigionarsi in caso di anomalie o malfunzionamenti tecnici dell’impianto di digestione.
Non meno rilevanti sono i potenziali rischi sanitari paventati dai residenti nelle aree limitrofe, i quali temono che la presenza del sito di trattamento, possa favorire una proliferazione incontrollata di insetti e roditori, alterando la quotidianità e la salubrità del territorio.
I dettagli del cantiere e le specifiche del progetto
Le caratteristiche formali dell’opera emergono chiaramente dal cartello ufficiale di Roma Capitale (Municipio XV) posizionato a ridosso dell’area dei lavori, dove sono già in azione i mezzi meccanici per la movimentazione della terra.
Il progetto riguarda nello specifico la “Realizzazione Di Impianto Di Produzione Di Biometano Da Fonte Rinnovabile”. Secondo le specifiche tecniche riportate sul pannello informativo, la stazione appaltante dell’opera è la società Roma Biomethano S.r.l., con sede in via della Pisana a Roma, mentre l’esecuzione dei lavori edili è stata affidata all’impresa Edil Moter S.r.l. di Guidonia Montecelio.
L’importo complessivo dei lavori ammonta a oltre 3 milioni di euro, a fronte di una durata prevista del cantiere stabilita in 731 giorni a partire dalla data di consegna, avvenuta il 19 aprile 2023.
Il verdetto del TAR e il via libera definitivo ai cantieri
Una battaglia legale, era stata intrapresa dai residenti per bloccare la costruzione dell’infrastruttura ma che si è conclusa con una netta pronuncia della giustizia amministrativa. Il TAR del Lazio ha infatti respinto integralmente il ricorso presentato a ottobre del 2025 dal Consorzio Olgiata, insieme a un gruppo di cittadini, contro la variante al progetto originale approvata il 3 ottobre 2025.
I ricorrenti chiedevano il blocco dei cantieri della società Biometano Srl (con sede in via della Camilluccia a Roma), contestando la natura “non sostanziale” della variante e lamentando la mancanza di una nuova autorizzazione unica e di un ulteriore via libera paesaggistico per l’area, situata lungo la via Braccianese Claudia e caratterizzata da una capacità produttiva di 510 standard metri cubi all’ora tramite digestione anaerobica.
I giudici amministrativi hanno tuttavia confermato la piena legittimità dell’operato pubblico, stabilendo che le modifiche non alterano il ciclo produttivo, i volumi, le emissioni o lo smaltimento rispetto a quanto già autorizzato nel 2022.
Il tribunale ha inoltre ritenuto infondati i timori sull’inquinamento, evidenziando che il transito dei mezzi pesanti resterà limitato a circa 12-18 viaggi giornalieri e che lo spostamento interno delle strutture rispetta le prescrizioni della Soprintendenza.
La vicinanza ai quartieri residenziali e la mobilitazione
La delicatezza del progetto risiede nella sua collocazione geografica, considerata troppo vicina a importanti e storiche aree residenziali densamente urbanizzate, come i quartieri di Olgiata e Pian Saccoccia.
Per queste ragioni, i cittadini ritengono indispensabile avviare una battaglia di trasparenza e tutela del territorio. Per incanalare le proteste e dare risposte concrete, è stata richiesta e organizzata una riunione urgente.
L’incontro pubblico, promosso dai consiglieri di Forza Italia del XV Municipio Stefano Peschiaroli e Giuseppe Mocci, si terrà lunedì 25 maggio alle ore 18.30 presso le Scuderie Olgiata, per raccogliere le osservazioni, ascoltare formalmente le preoccupazioni del territorio e avviare un confronto diretto e sollecito, tra le istituzioni locali e la popolazione.


















