Fuga internazionale finisce a Roma: sorpreso in un hotel latitante iracheno condannato a 5 anni

Aveva pianificato una "toccata e fuga" di poche ore a Roma prima di svanire di nuovo: tradito dal software dell'hotel mentre dormiva con la compagna 

La fuga internazionale di un latitante iracheno si è interrotta bruscamente in un hotel di Roma. L’uomo, in fuga dal 2025 era ricercato dalle autorità belghe. E’ stato il sistema alert alloggiati a far scattare il blitz all’Esquilino.

Aveva pianificato una “toccata e fuga” di poche ore a Roma prima di svanire di nuovo: latitante tradito dal software dell’hotel mentre dormiva con la compagna

La cattura del latitante è avvenuta nelle ultime ore all’interno di una struttura ricettiva della Capitale situata in via Calatafimi. L’uomo, un cittadino di origini irachene, stava tentando di passare inosservato tra i normali clienti dell’albergo per evitare di attirare l’attenzione delle forze dell’ordine.

Il piano è tuttavia fallito nel momento in cui i gestori della struttura hanno inserito i dati dell’ospite nei sistemi informatici di registrazione. Dalla struttura di via Calatafimi è infatti partito un immediato “alert” telematico che ha segnalato una presenza sospetta direttamente alla sala operativa della Questura di Roma.

Le verifiche successive, condotte tempestivamente sul posto dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza Esquilino, hanno confermato che l’iracheno aveva pianificato una permanenza brevissima, una vera e propria “toccata e fuga” di poche ore all’interno dell’hotel per poi far perdere nuovamente le proprie tracce.

Il blitz in camera e la cattura

L’uomo è stato sorpreso all’interno della camera da letto mentre riposava insieme alla propria compagna, del tutto ignaro del fatto che la sua presenza fosse già stata localizzata dalle forze dell’ordine. Gli agenti lo hanno fermato senza che potesse opporre resistenza e lo hanno successivamente accompagnato presso gli uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza Viminale per le procedure di identificazione e fotosegnalamento.

Presso gli uffici di polizia all’uomo è stato notificato un mandato di arresto europeo emesso a suo carico dalle autorità giudiziarie del Belgio. Il 48enne iracheno era infatti attivamente ricercato in campo internazionale per reati legati alle sostanze stupefacenti e per reati di natura economico-finanziaria compiuti all’estero.

L’estradizione e il trasferimento in carcere

A seguito delle formalità di rito, l’arrestato è stato trasferito e ristretto presso la casa circondariale di Regina Coeli a Roma, dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa che si definiscano le procedure legali relative alla sua estradizione verso il Belgio.

Secondo quanto stabilito dai provvedimenti giudiziari internazionali, l’uomo deve scontare una pena definitiva pari a 5 anni di reclusione per i reati commessi. L’arresto eseguito sul territorio della Capitale è stato convalidato in sede d’appello dall’autorità giudiziaria competente.