Ostia è in lutto per la morte di Paolo Bernardeschi, figura molto nota e apprezzata per il notevole contributo dato alla comunità nel campo della sanità. Per anni è stato il primario di Otorinolaringoiatria dell’ospedale G.B. Grassi, struttura che aveva contribuito a valorizzare fin dalla sua apertura nel 1986.
Ostia è in lutto per la scomparsa di Paolo Bernardeschi, figlio di Ostia e per molti anni primario di Otorinolaringoiatria del Grassi, ospedale che aveva inaugurato
Ci ha lasciato all’età di 86 anni Paolo Bernardeschi. Lo ha fatto nel silenzio e con quella riservatezza ha sempre caratterizzato la presenza sua e di quella della famiglia. Era a tutti gli effetti un “figlio” di Ostia: la mamma era la titolare di Mode Ines, emblema di eleganza e raffinatezza nel campo dell’abbigliamento.
A Paolo Bernardeschi si deve un importante contributo nella sanità locale. Sotto la sua direzione, il servizio di Otorinolaringoiatria del Grassi ha brillato per efficienza e prestigio in un crescendo iniziato fin dal 1986, anno della sua apertura. Con il suo team, il primario partecipava ai congressi internazionali più importanti ed era riuscito a proporre a Ostia aventi scientifici di grande risonanza. Tutto fatto con la massima modestia, senza protagonismi o rivalità. A testimonianza della sua riservatezza la difficoltà che si incontra nel recuperare sue immagini.
Il ricordo del collega
Al termine del rito funebre, il collega di reparto e di tante soddisfazioni professionali, dottor Sebastiano Sciuto, ha ricordato con parole commoventi la straordinaria figura di Paolo Bernardeschi.. Ecco il testo.
“Ho avuto il privilegio, e la fortuna, di svolgere accanto al Dr Paolo Bernardeschi tanti anni della mia vita professionale ospedaliera, avendo lui come mio primario, e di succedergli poi, nel Reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale.
Il Dr Bernardeschi… per me oggi come allora, Paolo, era una persona rara nell’ambiente ospedaliero che io ho vissuto. Spesso si dice, tra i medici ospedalieri, che chi diventa primario presto cambia, assumendo un atteggiamento di superiorità e talora di arroganza nei confronti dei suoi sottoposti. Paolo no, si è sempre comportato con tutti, medici, infermieri, pazienti, con la stessa serena tranquillità che lo ha sempre contraddistinto, rivelando in questo modo la sua profonda, autentica signorilità.
Ma per me poi è stato più che un primario, piuttosto un fratello maggiore, che mi ha tante volte aiutato incoraggiandomi sempre a seguire le mie aspirazioni. Ecco un’altra conferma della sua signorilità: lui era al di sopra, e distaccato da quella inutile competitività che spesso inquina i rapporti tra professionisti. In questo è stato per me un esempio ed un maestro, di vita più ancora che di medicina.
Il suo approccio professionale sempre molto prudente, attento, direi rispettoso, e questo lo portava a prediligere la branca medica della nostra specialità, piuttosto che quella chirurgica. Ed infatti aveva una cultura medica estremamente vasta ed approfondita, che in più di un’occasione mi ha veramente colpito. E’ stato lui a realizzare l’apertura e lo sviluppo del reparto Otorinolaringoiatria dell’Ospedale, ed io insieme, e grazie a lui, a proseguirne l’opera. E’ grazie a lui che il reparto otorinolaringoiatria era diventato una struttura completa dotata di molti servizi tecnologicamente all’avanguardia. Insieme, e grazie a lui, abbiamo portato all’ospedale Grassi dei meetings scientifici di rilevanza internazionale. E purtroppo oggi quella realtà all’ospedale Grassi non esiste più…
Insieme, e grazie a lui, ho trascorso gli anni più sereni, proficui e costruttivi della mia vita professionale. Grazie Paolo“.
Paolo Bernardeschi lascia nel dolore la moglie Anita e tre figli. A loro e a tutta la famiglia giungano le condoglianze della nostra redazione.


















