Un tecnico radiologo di 30 anni, S.R., è al centro di un’inchiesta shock condotta a piazzale Clodio dal pm Vittoria Bonfanti. L’uomo è accusato di violenza sessuale e interferenza illecita nella vita privata.
Sotto accusa un radiologo romano: filmava le pazienti negli spogliatoi e abusava di loro durante le visite. La scoperta grazie a una minorenne che ha dato l’allarme
Secondo le indagini, il professionista avrebbe trasformato le sale radiologiche di diverse strutture mediche – dal Roma centro a Ostia – in un set per i suoi voyeurismi, riprendendo di nascosto le pazienti mentre si svestivano per gli esami.
Il “set” negli spogliatoi e le 57 riprese
Il modus operandi era sistematico: il tecnico posizionava lo smartphone in punti strategici all’interno degli spogliatoi o delle sale d’esame, orientando l’obiettivo verso le donne che, ignare, si toglievano camicette e pantaloni. Sono 57 i filmati rinvenuti nel dispositivo dell’uomo dopo il sequestro. Tra le vittime figurano diverse giovani, incluse alcune minorenni, tra i 10 e i 17 anni. Sebbene i video non risultino essere stati condivisi in rete, la violazione della privacy è stata totale.
Dalle telecamere alle molestie: il “metodo” degli esercizi
Oltre alle riprese clandestine, il quadro accusatorio si aggrava con episodi di contatto fisico diretto. In almeno due casi, il radiologo avrebbe abusato della propria posizione professionale per palpeggiare le pazienti.
Il caso della cervicale
L’8 luglio 2024 in uno studio a Ostia, a una giovane donna che doveva sottoporsi a risonanza magnetica, il tecnico avrebbe suggerito di eseguire degli squat per “individuare l’origine del dolore” alla cervicale. Con questo pretesto, l’avrebbe palpeggiata nelle zone intime.
Il pretesto del dolore
Un’altra paziente, una 17enne, i primi di ottobre dello stesso anno, ha denunciato palpeggiamenti ai glutei, giustificati dal tecnico come manovre necessarie per localizzare il punto del malessere. Toccamenti che sarebbero stati commessi quando la ragazza aveva già concluso gli esami in uno studio a La Storta con una radiologa donna, essendo minorenne.
La denuncia decisiva: “Si è chiuso a chiave in stanza”
A far crollare il castello di carte è stata proprio la prontezza della 17enne e dei suoi genitori, ora assistiti, per ottenere giustizia, dall’avvocato Sergio Stravino.
La giovane si è accorta che il tecnico dopo averla invitata a restare in slip e reggiseno aveva puntato lo smartphone verso il suo corpo.
Non solo: il radiologo l’avrebbe toccata sui fianchi, sui glutei e all’inguine dopo averla invitata ad effettuare una serie di piegamenti.
Una volta uscita dalla stanza, scossa e in lacrime, la minore ha raccontato tutto alla madre.
Quando i genitori hanno preteso spiegazioni e chiesto di visionare la galleria del cellulare, il radiologo — visibilmente agitato — si sarebbe barricato in una stanza a chiave, rifiutando ogni confronto fino all’arrivo delle pattuglie di Carabinieri e Polizia.
Lo stato delle indagini
Il radiologo, difeso dall’avvocato Salvatore Galati, a gennaio, è stato sospeso dalla professione su decisione del gip. Le indagini sono ora ufficialmente concluse, e per il radiologo si potrebbe profilarsi presto una richiesta di rinvio a giudizio.

















