Interrotti i lavori di ricostruzione del ponte D sulla Litoranea: insorgono i residenti di Campo Ascolano (VIDEO E FOTO)

Interrotti i lavori di ricostruzione del ponte D sulla Litoranea, il Comitato Cittadino di Campo Ascolano insorge per l’ennesimo rinvio

Da almeno venti giorni il rumore dei martelli pneumatici e dei mezzi cingolati del cantiere non si sente più. I lavori di ricostruzione del ponte D sulla Litoranea nella zona nord di Torvaianica si sono interrotti e, di fronte a questo terzo ed ennesimo rinvio, insorgono gli abitanti di Campo Ascolano la località in cui si trascinano da troppo tempo pesanti ripercussioni sulla viabilità stradale.

Interrotti i lavori di ricostruzione del ponte D sulla Litoranea, il Comitato Cittadino di Campo Ascolano insorge per l’ennesimo rinvio

La ricostruzione del ponte D tra Villaggio Tognazzi e inizio dell’abitato di Torvaianica e la sua sostituzione con una nuova infrastruttura dovevano essere conclusi entro il 2025 -protesta Paolo Fiorentini, presidente del Comitato Cittadino di Campo Ascolano, attivo dal 1992- poi la Città Metropolitana di Roma Capitale ha fatto slittare la riapertura del tratto della strada Provinciale 601 alla fine del prossimo mese di giugno ma si tratta di una previsione ormai irrealistica considerato che, neppure la demolizione à stata portata a termine e che poi bisognerà procedere all’installazione dell’infrastruttura sostitutiva”.

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Il quartiere assediato da un traffico infernale

Intanto le attività di cantiere iniziate nel 2024 hanno tagliato in due l’arteria di collegamento tra Ostia e le località litoranee situate a sud, gettando nel caos entrambe le direttrici di traffico che vengono deviate su viale Po che attraversa l’abitato di Campo Ascolano e dove convergono le colonne di mezzi provenienti dal Lido di Roma, da un lato, e quelle che viaggiano verso nord strangolandole in un cul de sac.

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Le ricadute sulla viabilità

Una strozzatura che raggiunge il suo apice all’incrocio tra viale Po e via Arno su cui convergono anche le auto provenienti da Roma che costeggiano l’aeroporto militare di Pratica di Mare e si dirigono verso la costa oppure chi proprio da Ostia va verso l’outlet di Castel Romano.

E’ un inferno di lamiera -incalza Fiorentini- soprattutto nelle ore di punta del mattino e del rientro serale durante la settimana e ora che sta arrivando la bella stagione, anche durante il weekend perché su queste arterie confluisce chi si dirige verso le spiagge libere della tenuta presidenziale di Castel Porziano”.

“Nella migliore delle ipotesi l’attesa media necessaria a percorrere appena due chilometri di strada raggiunge i 40 minuti”.

Un nodo gordiano senza soluzioni

Rallentamenti che, nonostante il Comitato si sia rivolto alle forze dell’ordine e alla polizia locale in cerca di soluzioni alternative, non sembra possano essere risolti neppure posizionando in loco un semaforo temporaneo utile a ridurre i flussi di veicoli imbottigliati tra gli incroci interessati.

Ci è stato risposto -puntualizza il presidente del Comitato Cittadino di Campo Ascolano- che l’unico strumento per governare questo caos, in attesa del fine lavori sul ponte, D sarebbe la realizzazione di una rotatoria, poiché non è pensabile ricorrere al dispiegamento delle pattuglie necessarie allo smistamento del traffico mancando personale disponibile per gestirne le fasi. Ormai se ne vedono di tutti i colori, per bypassare la strozzatura c’è anche chi tenta di scavalcare le code andando contromano”.

Per ragioni di sicurezza chiediamo -conclude Fiorentini- che la Città Metropolitana si adoperi per concludere la ristrutturazione del viadotto entro la fine del mese di giugno, così come da impegni presi”.

L’inizio dell’incubo

La situazione dunque langue ed è rimasta a quella risalente al mese di marzo dello sorso anno quando venne istituito un restringimento per lavori della Litoranea all’altezza del Lungomare delle Sirene, oltre che su via Lago Maggiore e viale Po fino a via Arno.

Ma l’inizio dell’incubo risale all’8 maggio de 2024 quando una delibera della Città Metropolitana di Roma impedì a chi, da Anzio si dirigeva verso Ostia, di utilizzare la via Litoranea per attraversare Torvajanica in direzione nord.

I conducenti che arrivavano, allora come oggi, all’altezza del lungomare delle Sirene 552 erano costretti a deviare dai new jersey in cemento armato che sbarravano un tratto della Strada provinciale 601 diventata un vero e proprio miraggio di un lontano passato. Ancora più inaccettabile se si considera che su tutti gli altri ponticelli della Litoranea che erano in sofferenza sono stati riparati e rimessi a nuovo.

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