Litoranea, viabilità sconvolta per i ponticelli: insorgono gli abitanti di Campo Ascolano

Viale trasformato in una tangenziale ad alto scorrimento e a Campo Ascolano è rivolta per il senso unico sulla Litoranea

Interventi di rifacimento dei ponticelli sotto accusa. Non è passata neppure una settimana dall’entrata in vigore del senso unico sulla Litoranea che i residenti di Campo Ascolano sono scesi sul piede di guerra.

Viale trasformato in una tangenziale ad alto scorrimento e a Campo Ascolano è rivolta per il senso unico sulla Litoranea

L’indice è puntato contro le modifiche imposte alla viabilità da una delibera della Città Metropolitana di Roma che, a far data dall’8 maggio scorso, impedisce a chi, da Anzio si dirige verso Ostia, di utilizzare la via Litoranea per attraversare Torvajanica in direzione nord.

I conducenti che arrivano all’altezza del lungomare delle Sirene 552 si trovano di fronte i jersey in cemento armato a sbarrare la strada e vengono deviati su un tortuoso percorso interno parallelo alla Litoranea che ha sconvolto non solo la circolazione stradale, ma anche le abitudini di vita di un intero quartiere.

Migliaia di veicoli indirizzati su un percorso alternativo che si snoda lungo via del Lago Maggiore e viale Po sino all’incrocio con via Arno, all’altezza del Villaggio Tognazzi da dove, poi, si può riprendere la Strada Provinciale 601.

E per giunta con una raccomandazione rivolta agli automobilisti che, in burocratese, sono invitati a guidare con “doverosa cautela” e “straordinaria diligenza e prudenza su una strada dissestata e insidiosa con alterazioni, anomalie e pericoli per la sicurezza stradale”.

Ci hanno messo in ginocchio e senza neppure indicare una data fine per un calvario che, con l’arrivo dei villeggianti e una popolazione residente moltiplicata potrà soltanto peggiorare”, dice Carla Massi, residente di antica data nel quartiere.

Tutto è nato con l’entrata in vigore dell’ordinanza n. 31/2024 della Città Metropolitana di Roma (ex provincia) sotto la cui competenza ricade, appunto, la Sp n. 601. Il provvedimento ha disposto l’istituzione del senso unico in direzione di Anzio dall’incrocio con via Arno a Pratica di Mare al km 10.910, fino al km 11.240 per “problemi strutturali sui ponti” ammalorati.

L’ordinanza vieta, tra l’altro, il transito ai mezzi pesanti superiori alle 3,5 tonnellate già prevista dalla precedente ordinanza n. 27 del 16 aprile scorso che, proprio per il rischio di crollo dei ponticelli situati nel tratto della Litoranea compreso tra il dazio e il villaggio Tognazzi ha comportato la sospensione del servizio di collegamento tra Ostia e Pomezia assicurato dalla linea Atac 07.

Linea che dal Lido arrivava a Pomezia servendo le spiagge pubbliche di Castel Porziano e Capocotta passando per Torvajanica fino al capolinea di  Pomezia (leggi qui).

Ma la sospensione dello 07 -incalza Carla Massi- è solo una delle due facce della medaglia del disservizio. Intanto perché l’ordinanza della Città Metropolitana non indica una data di fine lavori e poi perché il percorso alternativo suggerito ha trasformato viale Po, tra l’altro pieno di buche rattoppate e con l’asfalto dissestato, in una sorta di mini tangenziale che è diventata pericolosissima per chi, prima di questo disastro, camminava con bambini e passeggini al seguito o approfittava della tranquillità della strada per andare a passeggiarci con il cane. Non c’è trasparenza, nessuna indicazione specifica sull’avanzamento dei lavori”.

“Campo Ascolano era un quartiere residenziale sino a pochi giorni fa. Ora è un imbuto pieno di auto che strombazzano se soltanto ti azzardi a rispettare il limite di velocità che in quel punto è di 50 chilometri orari. Siamo furenti e ci sentiamo completamente trascurati dalle istituzioni cui abbiamo chiesto di studiare soluzioni alternative alla totale chiusura del transito per chi usa la Litoranea per mille ragioni. Disagi che aumenteranno in modo esponenziale con l’arrivo dell’estate e tutta la gente che verrà a villeggiare da queste parti. Lo stesso fiumiciattolo che ha comportato la chiusura della Litoranea –conclude Massi– poi passa anche sotto viale Po. Se tanto mi dà tanto a lume di naso dobbiamo aspettarci misure ancora più restrittive”.

Abitanti esasperati al punto che il Comitato spontaneo di cittadini e cittadine di Campo Ascolano si riunirà in un’assemblea di quartiere venerdì prossimo 17 maggio, alle 17.30 presso il Centro Sociale anziani di viale Po 43.

All’ordine del giorno il problema della sospensione della linea 07 che, a furor di popolo, si estenderà anche a quello del senso unico, mentre c’è chi teme che i lavori si protraggano sine die finendo anche per deprezzare il valore degli immobili che si trovano lungo una strada rettilinea, dove non sono neppure presenti i dissuasori di velocità.

Le delibere della Città Metropolitana di Roma assomigliano a un rompicapo

La situazione dei limiti alla circolazione viaria della zona si evolve di ora in ora. Proprio in data odierna un altro provvedimento ha istituito un divieto di transito per biciclette, monopattini e skate board oltre che alle moto nel tratto compreso tra il chilometro 28.800 e il km 31.900.

Un’ulteriore interdizione destinata a scattare “decorrenza immediata fino all’esecuzione dei lavori per la messa in sicurezza del piano viabile”. Anche qui senza indicare la durata degli interventi di rifacimento dell’asfalto.

Che si tratti di un vero e proprio rompicapo sulla mobilità non ci sono dubbi. Basti notare che i limiti di stazza che vietano il transito ai mezzi pesanti non sono uguali per tutti i ponticelli interessati dai lavori finanziati dalla Città metropolitana di Roma lo scorso anno (leggi qui).

Per il ponticello di Campo Ascolano, per esempio il limite oltre il quale scatta il divieto è di 3,5 tonnellate. L’equivalente di un furgone Ducato. Mentre più a nord, sul ponte del Fosso del Tellinaro che divide Castel Porziano da Capocotta all’altezza del chilometro 7.600, lo stesso divieto di transito si applica oltre le 7,5 tonnellate, contro le circa 15 di un medio autobus di linea.

Difficile a questo punto prevedere quali saranno le ulteriori mosse previste dall’autorità competente.

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