Una vasta operazione contro il crimine organizzato ha portato alla luce un network spietato dedito alle truffe agli anziani. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tivoli, supportati dai militari del Comando Provinciale di Napoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Tivoli su richiesta della locale Procura.
Truffe per oltre mezzo milione di euro: dieci arresti per l’accusa di oltre cento colpi ad anziani
L’indagine coinvolge dieci persone, tutte di nazionalità italiana, indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione aggravata.
Dalla singola segnalazione al network criminale
Tutto è iniziato con una denuncia “ordinaria”: l’ennesimo odioso raggiro ai danni di una persona anziana a Tivoli. Tuttavia, l’intuito degli investigatori ha trasformato un singolo episodio in un’inchiesta di portata nazionale.
Attraverso il sequestro di smartphone e schede SIM, i Carabinieri hanno ricostruito una trama fitta di contatti che portava dritta nel centro storico di Napoli. Non si trattava di piccoli truffatori improvvisati, ma di una struttura gerarchica solida con una vera e propria “centrale operativa” nascosta in un appartamento anonimo.
Il “Call Center” del crimine: prove bruciate e raggiri in diretta
Durante il blitz nel covo napoletano, i militari hanno sorpreso i malviventi ancora in attività , con le cuffie alle orecchie e gli elenchi telefonici aperti.
Grazie all’intervento tempestivo, le forze dell’ordine sono riuscite interrompere decine di truffe telefoniche in tempo reale, sequestrare materiale informatico e cartaceo fondamentale per l’accusa, e identificare i vertici dell’organizzazione che coordinavano le “batterie” di truffatori sul territorio.
I numeri dell’operazione: un business da mezzo milione
L’analisi dei flussi comunicativi e delle denunce ha permesso di attribuire alla banda ben 116 truffe, commesse tra febbraio 2022 e marzo 2023 in diverse regioni d’Italia. Il giro d’affari stimato supera i 500.000 euro, frutto della spoliazione dei risparmi di vittime vulnerabili.
La svolta con l’irruzione nel covo dei truffatori e il tentativo di bruciare le prove
L’inchiesta sui “pendolari del crimine” ha raggiunto una svolta in queste ore con il blitz dei Carabinieri nel centro storico di Napoli che ha svelato la centrale operativa gerarchizzata.
L’organizzazione imponeva un controllo spietato: i complici dovevano inviare video-prove dei bottini ai capi. Sorpresi in piena attività , i malviventi hanno tentato invano di distruggere le prove appiccando il fuoco a documenti compromettenti, elenchi telefonici e appunti contabili prima del sequestro definitivo.
L’operazione non solo assicura alla giustizia soggetti pericolosi, ma lancia un segnale forte sulla protezione delle fasce deboli.




















