Richieste di denaro, pressioni psicologiche e minacce continue a scopo di estorsione. Obiettivo: riscuotere indebitamente la metà dell’incasso. È quanto ricostruito dagli agenti della Polizia di Stato, coordinati dai PM del Dipartimento criminalità grave e diffusa della Procura di Roma, che hanno portato agli arresti domiciliari un 48enne romano, gravemente indiziato di estorsione continuata.
Secondo le indagini, l’uomo avrebbe imposto alla vittima, socio di una storica pizzeria nel quartiere Testaccio, una vera e propria “tassa” settimanale sugli incassi dell’attività.
La “tassa” sugli incassi della pizzeria
L’inchiesta condotta dagli investigatori dell’XI Distretto San Paolo ha evidenziato come l’uomo, ora gravemente indiziato del reato di estorsione continuata, a partire dal 2023 pretendesse somme tra gli 800 e i 1400 euro a settimana. Le richieste erano accompagnate da minacce e intimidazioni costanti, che avrebbero costretto la vittima a cedere per timore di conseguenze più gravi.
Il tutto sarebbe stato giustificato da un presunto debito legato a un vecchio prestito di circa 154mila euro, contratto nei primi anni Duemila per l’acquisto di una quota societaria della pizzeria. Tuttavia, secondo quanto ricostruito, tale debito sarebbe stato già completamente restituito tra il 2018 e il 2019 al padre dell’uomo indagato.
Nonostante l’estinzione del debito, il 48enne avrebbe continuato a pretendere denaro, sostenendo che si trattasse di interessi maturati nel tempo. Le intimidazioni avrebbero coinvolto anche l’anziana madre della vittima, creando un clima di forte pressione e paura.
Nel corso del tempo, la vittima sarebbe stata costretta a versare complessivamente circa 160mila euro, una cifra enorme che testimonia la gravità della situazione e la continuità dell’azione estorsiva.
Azioni legali strumentali
Parallelamente alle minacce, l’indagato avrebbe avviato azioni giudiziarie ritenute strumentali, tra cui una procedura esecutiva al Tribunale di Roma per il pignoramento delle quote societarie e un’altra al Tribunale di Civitavecchia per colpire utili e retribuzioni della vittima.
Un sistema che, secondo gli investigatori, mirava a esercitare un controllo totale sulla vita economica della vittima.
Il blitz della Polizia
Le indagini, basate su pedinamenti, osservazioni e attività tecniche, hanno portato alla documentazione diretta della consegna di denaro. Gli agenti sono intervenuti bloccando il 48enne subito dopo aver ricevuto una busta con contanti.
Addosso all’uomo è stato trovato anche un foglio con il conteggio degli incassi settimanali. Durante la perquisizione domiciliare è emerso inoltre un calendario riferito all’anno 2024 con annotazioni precise sulle riscossioni.
Trovata anche della cocaina.
Arresti domiciliari
Nonostante una precedente denuncia, l’indagato avrebbe continuato a presentarsi per riscuotere il denaro, ritenendolo un diritto acquisito. Il quadro indiziario ha portato all’emissione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, eseguita dagli agenti dell’XI Distretto San Paolo.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.


















