Una storia che profuma di mare e comunità, ma che nasconde le insidie del web più cinico arriva dal web in queste ore. A Ostia, il ritrovamento del cellulare smarrito di Gabriele, un ragazzo disabile, si è trasformato in una gara di solidarietà che ha sconfitto non solo la sfortuna, ma anche il tentativo di un truffatore di approfittare della situazione.
Dopo l’appello della madre del ragazzo disabile, un impostore tenta di intercettare una donatrice: “Diceva di essere il marito della signora”
Tutto inizia sabato 9 maggio, con un post che rompe il silenzio dei gruppi social locali. Benedetta, la mamma di Gabriele, lancia un grido d’aiuto: «Ho perduto il cellulare iPhone XR di mio figlio che è disabile. So che è un tentativo disperato ma se qualcuno lo avesse per caso trovato sarebbe un bel miracolo».
L’oggetto in sé ha poco valore commerciale spiega la donna, essendo «ricondizionato e riparato mille volte», ma per il ragazzo rappresenta il ponte quotidiano con il mondo esterno.
Il post fa il giro del quartiere, da Viale del Sommergibile al mercato del sabato, scatenando una vera e propria caccia al tesoro.
La madre scrive con il cuore in mano: «Chissà! Grazie a tutti anche solo dello sguardo».
Ed è proprio in questa ondata di empatia, che si inserisce una cittadina generosa che, commossa, commenta spiegando che, se il telefono non fosse saltato fuori, avrebbe provveduto lei a comprarne uno nuovo.
La truffa del finto marito
Mentre la comunità si mobilitava però, entrava in scena anche uno sciacallo. La donatrice viene infatti contattata in privato da un profilo a nome A. Bucca. «Diceva di essere il marito della signora», racconta oggi la testimone: un truffatore che sfruttando l’onda emotiva e la buona fede, cercava di farsi spedire un iPhone XR nuovo tramite Amazon Locker, evitando contatti diretti.
«All’inizio ho pensato fosse tutto vero e mi sono organizzata per spedirlo senza chiedere nulla in cambio» – spiega la generosa cittadina. Ma durante la conversazione, qualcosa non torna.
Il tono, le richieste, forse un’insistenza di troppo. I dubbi crescono e la donna decide di fermarsi: «Per fortuna non ho inviato soldi o dati personali e ho fermato tutto in tempo».
Una scelta provvidenziale che ha impedito a un criminale di lucrare sulla disabilità di un ragazzo, ma che lascia l’amaro in bocca: «Bisogna fare attenzione, verificate sempre bene l’identità delle persone».
“Il fatto più grave oltre al potenziale danno economico, resta l’accanimento su una situazione di fragilità. Il truffatore ha tentato di sostituirsi alla famiglia di Mario, rischiando di infangare il nome di chi stava già vivendo un momento di ansia” – tra i commenti amareggiati degli utenti sulla tentata truffa alla donatrice, che ha subito chiarito: “La mamma del ragazzo disabile, che ha pubblicato il post originale con l’appello, NON c’entra nulla”.
Mentre nell’ombra si consumava questo squallido tentativo di raggiro, la realtà di Ostia rispondeva con la bellezza. Proprio la mattina del 10 maggio, come un regalo per la festa della mamma, arriva la notizia tanto attesa. Il telefono è stato trovato dal signor Giorgio e da sua figlia Sara.
Il ritrovamento: «L’orgoglio di essere una comunità»
Il finale della vicenda è un inno alla generosità di Ostia da parte di Benedetta, mamma di Gabriele, che annuncia il ritrovamento con parole colme di gioia: «I miracoli succedono e il telefono è stato ritrovato. Gabriele vi ringrazia ed è un ragazzo fortunato ad avere tutta Ostia dalla sua parte». Il telefono è stato riconsegnato a domicilio, chiudendo un cerchio di solidarietà che ha commosso la famiglia.
«Sono orgogliosa di essere parte di questa Comunità che ha il cuore grande», ha aggiunto la madre del ragazzo. Nonostante l’ombra della truffa, resta la forza di un territorio che non si arrende agli stereotipi: «Ostia ha un potenziale immenso e chi cresce carezzato dal mare ha una marcia in più. Le storie che riducono tutto ai soliti stereotipi vanno combattute proprio con gare di generosità come questa” – ha concluso la donna.


















