Svolta radicale per i 450 cani che popolano i rifugi comunali di Muratella e Ponte Marconi. Il Campidoglio ha deciso di chiudere l’era degli appalti esterni alle cooperative per passare alla gestione diretta, la cosiddetta “internalizzazione”.
Dopo i rilievi dell’Anac su igiene e cure, il Comune affida il servizio dei canili di Muratella e Marconi alle partecipate
Una mossa muscolare, formalizzata in una memoria di giunta approvata giovedì su proposta dell’assessora all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, che punta a riportare il controllo delle strutture sotto l’ombrello delle società partecipate di Roma Capitale.
Il fattore Anac e il “malessere” nelle strutture
Sebbene il documento ufficiale non lo citi esplicitamente, il tempismo della decisione appare strettamente legato alla dura ispezione dell’Anac dello scorso marzo. L’Autorità anticorruzione aveva infatti bacchettato l’attuale gestore.
In particolare l’istruttoria dell’Autorità nazionale anti corruzione aveva evidenziato controlli inadeguati da parte di Roma Capitale, orari inverosimili dell’unico veterinario di turno, gestione carente e sanzioni limitate a fronte di un appalto da oltre 7 milioni di euro.

Secondo il Comune, il modello basato sui bandi esterni avrebbe mostrato il fianco a una gestione frammentata e manutenzioni a rilento; precarietà tra i lavoratori e ritardi nelle cure e percorsi di adozione rallentati. Anche se sul proprio sito la cooperativa si vanta di aver toccato oltre 9mila adozioni, 9637 per l’esattezza.
Il nuovo corso: standard elevati e adozioni trasparenti
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di garantire standard qualitativi omogenei. La gestione diretta dovrebbe tradursi in una manutenzione più rapida dei canili e, soprattutto, in una maggiore attenzione al benessere fisico e comportamentale degli animali. Un cambio di paradigma che punta a rendere le adozioni più fluide e trasparenti.
“Un enorme atto di coraggio che darà nuovo slancio a chi opera nelle strutture, dove da tempo si respirava malessere”, commenta Patrizia Prestipino, garante degli animali di Roma Capitale.
Il futuro dei lavoratori e il nodo società
Resta da sciogliere il nodo occupazionale per i 50 dipendenti oggi in servizio. Il Campidoglio assicura la volontà di tutelare i lavoratori, possibilmente attraverso clausole di salvaguardia che garantiscano il passaggio nella nuova gestione.
Sul tavolo ci sono ora due opzioni per il futuro affidamento: Zètema e Risorse per Roma
La scelta definitiva arriverà nelle prossime settimane, ma la strada è tracciata: i canili di Roma tornano a essere un servizio pubblico a tutti gli effetti.


















