Dalle prime luci dell’alba, un massiccio schieramento di Carabinieri ha cinto d’assedio il quartiere di Tor Bella Monaca. L’operazione straordinaria di controllo ha portato all’arresto di un 38enne, su cui pesavano ancora 10 anni di pena residua da scontare in carcerei, ponendo fine a una lunga condizione di latitanza.
Manette per il super latitante: si nascondeva nei lotti dove è stata smantellata una rete di parassitismo energetico
L’intervento ha visto scendere in campo i militari della Compagnia di Frascati e di Roma Casilina, supportati dalle Squadre Operative di Supporto e da un elicottero che ha sorvolato costantemente le aree più critiche.
Il metodo operativo degli inquirenti è stato chirurgico: circondare le palazzine popolari di via dell’Archeologia per impedire ogni via di fuga ai soggetti monitorati. In questo scenario di alta tensione, l’episodio più significativo è stato l’arresto di un uomo di 38 anni.
Nei suoi confronti pendeva un’ordinanza di carcerazione per una condanna pesantissima, superiore ai dieci anni di reclusione, un dettaglio che qualifica lo spessore del profilo criminale che si nascondeva nel quadrante tra le case popolari.
Il sistema degli allacci abusivi tra le mura dei lotti
Mentre le unità speciali procedevano alla cattura del ricercato principale, i controlli si sono estesi alle infrastrutture dei palazzi. Con l’ausilio di tecnici specializzati, i Carabinieri hanno scoperto una vera e propria rete di parassitismo energetico.

Sei inquilini sono stati denunciati per aver alimentato le proprie abitazioni tramite allacci abusivi diretti alle reti pubbliche dell’elettricità e del gas. Un sistema illecito, volto a sottrarre risorse alla collettività, che si è rivelato una pratica diffusa per sostenere i costi di gestione all’interno dei complessi popolari.
Rinvenute di pericolose katane e la refurtiva di un furto
Il controllo del territorio ha riservato ulteriori sorprese durante le perquisizioni a largo Mengaroni. Qui, un giovane è stato trovato in possesso di due katane, le celebri spade giapponesi, detenute senza autorizzazione. Insieme alle armi bianche, i militari hanno recuperato un computer portatile che è risultato essere stato rubato soltanto pochi giorni prima presso la stazione Termini.


















