Pugno duro contro la prostituzione in strada. La nuova ordinanza antiprostituzione del Comune di Anzio mette nel mirino chiunque venga sorpreso anche solamente a contrattare o a concordare prestazioni sessuali a pagamento su tutto il territorio comunale. Il provvedimento non lascia spazio a interpretazioni: è vietato anche solo intrattenersi con chi esercita l’attività di meretricio, fosse anche per una semplice richiesta di informazioni.
L’ordinanza antiprostituzione del Comune di Anzio per contrastare il degrado urbano: sanzioni anche per chi chiede solamente informazioni
Secondo l’ordinanza antiprostituzione del comune di Anzio – che resterà in vigore fino a fine settembre 2026 – la violazione si concretizza nel momento stesso in cui il conducente accosta o ferma il mezzo per contattare i soggetti dediti alla prostituzione. Ovviamente, consentire poi la salita sul proprio veicolo di una persona dedita al meretricio rappresenta la conferma palese dell’avvenuta violazione del divieto imposto. Il divieto imposto dall’amministrazione si traduce in sanzioni immediate. Per chi viene colto in flagrante a violare i divieti imposti, è previsto il pagamento di una multa fissata a 150 euro. L’obiettivo è chiaro: disincentivare la domanda per intervenire sulla sicurezza stradale, sul decoro e sul mantenimento dell’ordine urbano.
Sicurezza urbana e decoro al centro dell’azione amministrativa
Le ragioni che hanno spinto alla firma dell’ordinanza antiprostituzione affondano le radici in un dossier di segnalazioni e denunce che descrivono una realtà ormai insostenibile per chi vive in determinate aree del comune. Non si tratta solo di decoro, ma di una oggettiva compromissione delle condizioni di vita. I residenti descrivono una “occupazione forzosa” di strade e marciapiedi che comprime la libertà di movimento e cancella legittime aspettativa di quieto vivere. Il resoconto offerto dall’ordinanza descrive un quadro inquietante del problema: offerte sessuali ai passanti, grida, schiamazzi e la violenza delle aggressioni verbali o fisiche tra prostitute, clienti e protettori. A turbare il sonno dei cittadini è anche l’inquinamento acustico causato dal viavai delle auto, tra frenate brusche e portiere sbattute nella notte. A questo si aggiunge lo scenario desolante lasciato all’alba: sporcizia derivante dai rapporti consumati e rifiuti di ogni genere gettati nei giardini privati da chi, stazionando a lungo sul posto, arriva a espletare le proprie necessità fisiologiche a ridosso delle abitazioni.
Il rischio di giustizia “fai-da-te” e l’allarme sociale
Un ulteriore elemento di criticità che ha accelerato il varo dell’ordinanza antiprostituzione è legato alla tenuta dell’ordine pubblico. Secondo l’amministrazione comunale, la recrudescenza del fenomeno del meretricio, nelle forme violente e degradanti già osservate sul territorio, sta generando in seno alla cittadinanza un profondo senso di disagio, che rischia di trasformarsi in rabbia sociale. Il timore espresso dal Comune è che l’allarme possa spingere i residenti a organizzare forme spontanee e autogestite di controllo del territorio. Un’ipotesi che porta con sé il rischio concreto di dare luogo a episodi di grave conflittualità .


















