“Airpods” falsi e profumi contraffatti stipati nel bagagliaio di una macchina e pronti ad essere immessi sul mercato. È la scoperta fatta dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma che, nell’ambito del potenziamento del dispositivo di controllo del territorio, hanno intercettato un ingente quantitativo di tecnologia contraffatta destinata al commercio illecito.
Sequestrato un ingente carico di AirPods falsi e profumi contraffatti pronti per il mercato; denunciato un italiano dopo il controllo a San Cesareo
L’operazione è scattata durante un pattugliamento delle aree di sosta vicino a una struttura ricettiva di San Cesareo, dove i militari hanno puntato i fari su un’auto sospetta. Il controllo dell’abitacolo ha confermato i dubbi: nel bagagliaio era stipato un carico di merce illegale appartenente a un cittadino italiano, soggetto già noto alle forze dell’ordine e gravato da precedenti specifici per reati contro l’industria e il commercio.
Gli “AirPods e i profumi” clonati
All’interno della vettura sono state rinvenute decine di confezioni di fragranze di alta gamma e numerosi auricolari “AirPods”. I dispositivi, sebbene marchiati con il logo del colosso di Cupertino, sono risultati dei falsi: finiture estetiche e packaging erano stati clonati con cura maniacale per ingannare gli acquirenti, confermando la pericolosità di questa tecnologia contraffatta pronta a infiltrarsi nei canali di vendita paralleli.
Danni al mercato e alla salute
Le perizie tecniche hanno successivamente confermato il divario netto tra i prodotti sequestrati e gli standard di sicurezza delle case madri. La contraffazione di questo tipo di merci passa attraverso una manifattura scadente, priva di garanzie sui materiali e non conforme ai requisiti necessari: una modalità che configura un rischio concreto per la salute degli acquirenti. Oltre al danno al mercato legale, questa tecnologia contraffatta espone i consumatori a componenti elettroniche non certificate e cosmetici potenzialmente tossici, ignorando di fatto ogni protocollo di tutela sanitaria.
Il sequestro
L’intero carico è stato posto sotto sequestro, mentre per il responsabile è scattato il deferimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli. Le accuse ipotizzate vanno dall’introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi fino alla ricettazione. L’operazione si inserisce nella più ampia strategia della Guardia di Finanza di Roma per smantellare la filiera della contraffazione, un intervento mirato a proteggere il sistema economico dalla concorrenza sleale e a sottrarre il mercato all’assedio di prodotti illeciti e potenzialmente nocivi.

















