Un’operazione mirata del Nucleo Ambiente e Decoro (Nad) ha portato alla luce una pericolosa filiera di gestione illecita di rifiuti nel quadrante est di Roma. Grazie all’uso di telecamere e pedinamenti, gli agenti hanno individuato un’autofficina abusiva a Torre Angela, denunciando il titolare per reati ambientali e sequestrando tonnellate di materiali inquinanti.
Scoperta una filiera illegale tra Tor Bella Monaca e Roma Est: c’era un 50enne al vertice della gestione abusiva di rifiuti pericolosi
L’inchiesta è partita dall’analisi meticolosa delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, installati per monitorare i punti critici del VI Municipio.
I video hanno immortalato un uomo che, a bordo di un automezzo non autorizzato, svuotava sistematicamente carichi di pneumatici e scarti meccanici all’interno dei normali cassonetti per la raccolta urbana tra Tor Bella Monaca e Roma Est.
Questi “viaggi dello smaltimento” hanno spinto gli agenti del Nad ad avviare servizi di osservazione e pedinamento, seguendo le tracce dei rifiuti fino a un capannone insospettabile nella zona di Torre Angela.
Nell’officina scarti pericolosi e batterie esauste
Una volta fatto irruzione nei locali, la Polizia Locale si è trovata di fronte a una vera e propria bomba ecologica. Nell’officina e nelle aree esterne erano stoccati ingenti quantitativi di rifiuti speciali e pericolosi senza alcuna precauzione sanitaria.
Tra i materiali rinvenuti spiccano batterie esauste, filtri carichi di impurità , fusti di oli usati e centinaia di pneumatici.
Tutti scarti derivanti dall’attività di autoriparazione che venivano accumulati in totale violazione delle normative vigenti, pronti per essere abbandonati illegalmente sul territorio, alimentando il degrado urbano e il rischio di inquinamento del suolo.
Un sistema totalmente in nero: evasione e abusivismo
Gli accertamenti amministrativi, svolti in sinergia con il VI Gruppo Torri, hanno svelato una realtà di totale illegalità .
L’attività era gestita da un italiano di 50 anni completamente sprovvisto di titoli autorizzativi: l’officina era “fantasma”, priva di registratore di cassa e Pos, con una gestione economica interamente in nero che eludeva sistematicamente ogni obbligo fiscale e tributario. L’uomo operava al di fuori di ogni controllo, garantendosi profitti illeciti a danno della sicurezza ambientale e della leale concorrenza.
Sequestro e provvedimenti
L’operazione si è conclusa con il sequestro penale preventivo dell’intera autofficina e di tutti i rifiuti rinvenuti all’interno.
Per il gestore 50enne è scattata immediatamente la denuncia all’Autorità Giudiziaria. Oltre alle pesanti sanzioni e al procedimento penale, gli agenti hanno provveduto al ritiro della patente di guida del responsabile, utilizzata per compiere il trasporto abusivo dei rifiuti pericolosi.


















