Danno fuoco a bobine di rame nel parco del Cnr di Montelibretti ma sono stati arrestati dai carabinieri di Monterotondo poiché gravemente indiziati del reato di invasione di terreni, incendio doloso e combustione illecita dei rifiuti.
Danno fuoco a bobine di rame nel parco del Cnr di Montelibretti ma vengono arrestati dai carabinieri
L’arresto è scattato nel tardo pomeriggio del 28 aprile scorso quando, una chiamata giunta al numero unico delle emergenze 112, segnalava un rogo in corso all’interno di una zona verde di pertinenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Due persone erano state viste appiccare le fiamme e quindi darsi alla fuga. Sono stati i militari dell’Arma della Stazione di Moricone a intervenire con rapidità e a bloccare entrambi, poi risultati due cittadini di origine rumena di 49 anni.
Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti gli indagati, dopo aver divelto la rete di recinzione avevano posizionato sul terreno venti bobine di rame per poi dargli fuoco. Un’operazione che non è sfuggita a due dipendenti del Cnr che hanno dato l’allarme e sono intervenuti rapidamente per evitare che le fiamme si propagassero restando circoscritte a un’area limitata.

Al termine delle formalità di rito il tribunale di Tivoli ha poi convalidato le misure cautelari adottate nei confronti della coppia che è stata messa a piede libero in attesa della prosecuzione dell’iter giudiziario.
Ipotesi sulle cause dell’incendio
Restano per il momento, tuttavia, tutte sul tavolo le ipotesi inerenti al movente che ha spinto la coppia ad appiccare le fiamme.
La più probabile è che le bobine di rame, forse provento di un furto commesso in precedenza, siano state incendiate per rimuovere velocemente la guaina di rivestimento e di immettere illecitamente sul mercato il prezioso metallo contenuto al suo interno.
Un ulteriore dettaglio è che i due indiziati, risultati privi di automobile o di altri mezzi di trasporto, possano essere arrivati a Montelibretti dalla vicina stazione ferroviaria di Pianabella e di qui si siano diretti al Cnr pensando di nascondersi nella boscaglia per sguainare i cavi elettrici.
E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona fermata, denunciata, indagata, o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna nei suoi confronti.




















