La disputa legale sul futuro dello Stadio di Domiziano si è chiusa in queste ore con una vittoria netta per Roma Capitale. Il Tar del Lazio, ha stabilito che la vecchia gestione non ha più alcun titolo per occupare l’area archeologica, confermando la piena legittimità dello sfratto intimato dalla Sovrintendenza.
Crolla la tesi dell’accesso esclusivo allo Stadio Domiziano con una sentenza che stabilisce che l’ingresso è di proprietà pubblica e ordina la cessazione immediata di ogni attività
Tutto ha inizio nel 2013, quando la società MKT121 ottiene la gestione dello Stadio di Domiziano attraverso una convenzione di nove anni. Con l’arrivo della pandemia, il Comune concede una proroga di 24 mesi per compensare i periodi di chiusura forzata, fissando la nuova scadenza all’11 dicembre 2024.
Nonostante i tentativi della società di ottenere un rinnovo diretto o di presentare un progetto preliminare per consolidare gli investimenti fatti, la Sovrintendenza chiarisce fin da subito che le nuove regole impongono una gara pubblica.
Viene così avviata una procedura per un “partenariato pubblico-privato” per trovare un nuovo gestore. Durante i mesi necessari a espletare la gara, MKT121 viene lasciata nel sito solo in via temporanea, “per il tempo strettamente necessario” alla conclusione della procedura.
La sentenza: l’ordine di riconsegna è legittimo
La svolta avviene a novembre dello scorso anno. Conclusa la gara, la Sovrintendenza comunica che la vincitrice è la società Opera Laboratori Fiorentini S.p.A. e intima a MKT121 di andarsene entro 30 giorni.
L’ordine è perentorio: l’area deve essere riconsegnata libera da persone e cose, ripristinando lo stato originale dei luoghi e cessando ogni attività, inclusa la vendita dei biglietti e l’uso del sito web e dei social network collegati allo Stadio.
MKT121 decide di ricorrere al Tar, sostenendo che la gara non fosse ancora conclusa e che la Sovrintendenza avesse sbagliato a vietare gli eventi già programmati. Tuttavia, i giudici hanno respinto queste tesi, spiegando che una volta individuato il nuovo partner (l’11 novembre 2025), la vecchia società ha perso ogni diritto di rimanere nei locali pubblici.

Il “giallo” dei locali privati e dell’ingresso per disabili
Uno dei punti più eclatanti della battaglia legale riguarda l’accesso al sito. MKT121 sosteneva di essere l’unica a poter garantire un accesso decoroso, specialmente per i disabili, poiché controllava dei locali privati attigui presi in affitto da un condominio, dove aveva allestito biglietteria, bar e bagni. Secondo la società, senza quegli spazi, il nuovo gestore non avrebbe potuto far entrare nessuno.
La Sovrintendenza ha però smontato questa versione davanti ai giudici: lo Stadio di Domiziano ha un suo ingresso ufficiale da Piazza di Tor Sanguigna, con una scala moderna che è integralmente di proprietà comunale.
I locali privati dell’ex gestore erano una comodità aggiuntiva, ma non una necessità strutturale. Il nuovo partner, Opera Laboratori, allestirà la propria biglietteria direttamente negli spazi pubblici di proprietà del Comune.
Il finale: un mese per sfasciare i bagagli
Il tribunale è stato chiaro: la Sovrintendenza ha il pieno diritto di rientrare in possesso del bene archeologico per affidarlo a chi ha vinto regolarmente la gara. La sentenza obbliga MKT121 non solo a lasciare il sito, ma anche a pagare le spese legali a favore di Roma Capitale e di Opera Laboratori.
Con questa decisione, cala definitivamente il sipario sulla vecchia gestione e si apre la strada al nuovo progetto di valorizzazione del patrimonio sotterraneo di Piazza Navona.
Il segreto sotterraneo di Piazza Navona: l’arena di Domiziano
Chissà quanti dei milioni di turisti che ogni anno affollano Piazza Navona sono realmente a conoscenza del fatto che, proprio sotto i loro piedi, sono celati i resti di un’arena monumentale.
Il gioiello barocco, celebre per le sue fontane e l’armonia architettonica, è stato costruito letteralmente sopra lo Stadio di Domiziano. Basta scendere di circa 4 metri sotto il piano stradale per immergersi nei ruderi di una delle strutture più imponenti della Roma antica.
Un luogo di una bellezza mozzafiato dove entravano oltre 30mila spettatori che, dagli spalti oggi scomparsi, incitavano i protagonisti delle gare di atletica. L’imperatore Domiziano, profondamente appassionato di cultura greca, comprese infatti come i giochi fossero lo strumento perfetto per ingraziarsi il popolo.
Oggi, alcune di queste rovine, sopravvissute alle demolizioni del ’36 e inglobate nel palazzo dell’INA, offrono un percorso archeologico incredibile, che permette di toccare con mano la stratificazione della Capitale.



















