Paura all’ufficio postale di via Prati di Papa: tentata rapina con il piede di porco

Due uomini hanno assaltato la filiale dell'Ufficio Postale nel tardo pomeriggio di ieri. Poi la fuga dei rapinatori in scooter. Il precedente shock

Una volante della Polizia

Il rumore sordo di un attrezzo da scasso, le urla, poi la fuga precipitosa tra le strade di Marconi. Sono stati momenti di paura quelli vissuti nel tardo pomeriggio di ieri, poco prima delle 19, nell’ufficio postale di via Prati di Papa. Due uomini, arrivati a bordo di uno scooter e armati di un piede di porco, hanno tentato di fare irruzione nel locale proprio in fase di chiusura.

Due uomini hanno assaltato la filiale dell’Ufficio Postale nel tardo pomeriggio di ieri. Poi la fuga dei rapinatori in scooter. Il precedente shock

L’azione è stata rapida. Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi avrebbero cercato di forzare l’ingresso o uno sportello, ma qualcosa è andato storto, spingendoli a desistere e a dileguarsi nel traffico cittadino prima di riuscire a sottrarre il bottino.

Sul posto sono immediatamente intervenute le volanti del commissariato di zona e un’ambulanza del 118, sebbene non risultino al momento feriti gravi, ma solo un grande stato di shock tra i presenti.

I rilievi della Polizia Scientifica sono proseguiti per oltre due ore, analizzando ogni traccia lasciata dai rapinatori e acquisendo i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona.

L’ombra del passato: la strage di San Valentino

Per i residenti del quartiere, però, questo non è un episodio di cronaca nera come gli altri. “Purtroppo questa posta non è nuova a certi fatti“, commenta amaramente chi vive in zona.

Il pensiero, inevitabilmente, corre anche a una delle pagine più buie degli Anni di Piombo: la cosiddetta “Rapina di San Valentino”. Era il 14 febbraio 1987. Un commando delle Brigate Rosse (BR-PCC) tese un agguato mortale proprio in via Prati di Papa.

In quella mattina di sangue, cinque terroristi assaltarono un furgone postale scortato dalla Polizia. Fu un massacro: i brigatisti aprirono il fuoco con pistole e mitra, esplodendo oltre cinquanta proiettili contro la volante. Persero la vita gli agenti Rolando Lanari e Giuseppe Scravaglieri; l’autista Pasquale Parente fu l’unico sopravvissuto, seppur gravemente ferito. Il bottino enorme: un miliardo e mezzo di lire.