Non si placa la tempesta su Piazza Capponi. Il progetto per il nuovo parcheggio interrato da 140 posti, a due passi da Borgo Pio, continua a dividere il Campidoglio e a esasperare i residenti del Rione Borgo. Nonostante i tentativi di mediazione e la “tregua armata” siglata a marzo tra Soprintendenza e Comune, il Movimento 5 Stelle torna all’attacco, chiedendo lo stop definitivo a un’opera definita pericolosa e inutile.
Parcheggio interrato a piazza Capponi, tutti i dubbi per l’opera che in troppi non vogliono. A partire dalla stabilità dei palazzi ottocenteschi
Durante l’ultima Commissione Trasparenza, i rappresentanti pentastellati hanno ribadito una posizione di netta contrarietà. «Al parcheggio interrato va trovata un’alternativa — dichiarano in una nota congiunta Linda Meleo, capogruppo in Campidoglio, e Federica Festa, capogruppo nel Municipio I —. Quest’opera, a pochi metri dai palazzi ottocenteschi, metterebbe in pericolo l’integrità delle abitazioni».
Secondo il Movimento, il progetto avrebbe già ricevuto pareri negativi sia dal Municipio che dalla Polizia Locale. La proposta alternativa è già sul tavolo: recuperare i posti auto del vicino Mercato dell’Unità, evitando così scavi invasivi nel cuore storico della città. Una battaglia che i 5 Stelle porteranno presto in Aula con una mozione ad hoc.
Il rebus dei lavori: archeologia o rischio Tar?
L’opera, dal valore di oltre 10,5 milioni di euro (fondi del Piano Urbano Parcheggi), è ufficialmente inserita tra gli interventi per la mobilità legata al Giubileo. Tuttavia, il cantiere procede tra mille incertezze. Da un lato c’è il rischio tecnico-legale: l’ingegner Roberto Botta, vice direttore generale del Comune, ha avvertito che fermare le macchine ora esporrebbe l’amministrazione a ricorsi milionari da parte dell’impresa costruttrice.
Dall’altro, resta l’incognita archeologica. La Soprintendente Daniela Porro ha chiesto e ottenuto che gli scavi siano monitorati costantemente, nel sospetto che il sottosuolo possa restituire reperti millenari, l’unico vero fattore (insieme a eventuali criticità geologiche) in grado di bloccare legalmente la concessione.
La voce del rione: “Case che tremano e traffico in tilt”
Tra i residenti, il clima è di aperta sfiducia. “I colpi di benna qualche giorni fa hanno fatto tremare i palazzi”, lamenta un abitante della piazza, descrivendo un cantiere che lavora a singhiozzo. I cittadini temono per la stabilità delle fondamenta e denunciano quello che definiscono un paradosso: un’opera “indispensabile per il Giubileo” ormai finito.
Oltre alla stabilità, preoccupa la gestione della sosta: “I parcheggi in superficie spariranno — lamentano nel quartiere — e l’utilità pubblica è nulla: saranno box venduti a cifre folli che attireranno solo più traffico in una zona già congestionata”.
Il fronte del “no” si allarga: critiche anche da FdI e Lega
Anche il centrodestra solleva forti dubbi, con Federico Rocca (FdI), presidente della Commissione Trasparenza, che punta il dito contro un iter “non più attuale” e la mancanza del progetto esecutivo, sollecitando il sindaco Gualtieri a stralciare l’opera dai progetti giubilari.
Alle preoccupazioni sulla staticità si aggiungono quelle logistiche: la rampa del parcheggio sorgerebbe proprio davanti all’ingresso del liceo Caravillani, creando un potenziale pericolo per gli studenti in vista della riapertura di settembre.
Netta anche la posizione di Fabrizio Santori (Lega), che parla di “vizi procedurali” e attacca il Campidoglio per un’operazione che favorirebbe solo la vendita di box privati a discapito dei parcheggi pubblici e della vivibilità del rione.




















