
I parcheggi sono a pagamento ma nessuno lo sa. Le strisce blu sono scolorite, la pavimentazione dell’area è sgangherata, non ci sono avvisi, non si vedono parchimetri e, così, le multe fioccano. Mentre il parcheggiatore abusivo che presidia l’area se la ride alle spalle degli ignari automobilisti e le roulotte dei senza dimora possono sostare senza problemi.
La vergogna di parcheggi a pagamento al Parco della Musica con strisce blu scolorite, senza avvisi e senza parchimetri. Quando il Comune pensa alla cassa invece di promuovere cultura
Alla faccia della cultura, verrebbe da dire. Eh già perché la location di cui stiamo parlando è quella dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. In viale de Coubertin, proprio a ridosso dei teatri, ci sono due parcheggi pubblici a disposizione degli spettatori motorizzati. Uno, quello più prossimo alla cittadella della cultura, è recintato, ha le sbarre di controllo per accesso e uscita, è gestito dalla società Park It, conta 167 posti e costa 2 euro più un’euro dopo le prime due ore.
Di fianco, separato da via Dorando Pietri, c’è un parcheggio più piccolo, non recintato, da 80 posti. La pavimentazione è tutta ammalorata tra buche nell’asfalto e deformazioni causate dalle radici degli alberi. All’interno dell’area stazionano alcune roulotte e camper abitati da senza dimora.
Sono innumerevoli gli automobilisti che parcheggiano in questo secondo spazio, accolti da un parcheggiatore abusivo al quale soventemente non si nega qualche spicciolo. Il fatto è che, al ritorno dal concerto o da una delle esposizioni che si tengono nel Parco della Musica, sul tergicristallo dell’auto si trova la sopresa. Ovviamente l’abusivo si guarda bene dall’avvertire gli ignari automobilisti dei rischi di incappare nei controlli della Polizia locale.
E’ quello che è successo a decine di automobilisti venerdì 24 aprile. L’esecuzione del Requiem di Verdi da parte dell’orchestra e del coro dell’Accademia di Santa Cecilia, sotto la direzione di Myung Whun Chung, ha richiamato il sold out nell’Auditorium. Un evento eccezionale, al quale hanno assistito spettatori provenienti da ogni parte d’Italia e persino dall’estero.

Al termine della serata la pessima sorpresa. La Polizia locale (o gli ausiliari del traffico, non è chiaro dai preavvisi di accertamento) hanno multato la maggior parte dei veicoli in sosta nel parcheggio piccolo di viale de Coubertin/via Dorando Pietri per aver sostato senza esporre il titolo di pagamento. Una sanzione severa, di 42 euro.
Ora, è giusto che chi contravviene alle regole paghi ma basta andare sul posto per rendersi conto che: le strisce blu sono sbiadite ovunque e non si vedono nelle piazzole di sosta, non c’è un cartello che avvisi dell’obbligo di pagamento, la pavimentazione è ammalorata tanto da sembrare un’area abbandonata e non si trova un parchimetro per assolvere al compito. Chi scrive è riuscito a scovarlo solo scrutando attentamente Google Street Wiev. E potete costatare voi stessi la sua collocazione, nascosto sotto una pianta di oleandro.

Resta l’amarezza in quanti dovranno pagare la multa al Comune di Roma dove, pur di fare cassa, si specula spudoratamente non mettendo in condizione gli automobilisti di pagare o di accorgersi di doverlo fare. E soprattutto, si è di fronte a un’amministrazione che mentre si riempie la bocca di fare promozione a sostegno della cultura si rivela nei fatti una sua nemica.


















