Pomezia invasa dai cinghiali: la denuncia dei proprietari di un cane gravemente ferito

L'episodio shock a ridosso di una parco durante la passeggiata con il cane: l'esemplare aggressivo e alla ricerca di cibo, era uno dei tanti cinghiali che hanno invaso anche le vie del centro di Pomezia

Foto di repertorio

L’ordinaria passeggiata serale per far fare i bisogni al proprio cane, si è trasformata in un incubo la scorsa sera a Pomezia, quando un uomo e l’animale, si sono trovati difronte ad un enorme cinghiale nel cuore del quartiere residenziale 167.

L’episodio shock a ridosso di una parco durante la passeggiata con il cane: l’esemplare aggressivo e alla ricerca di cibo, era uno dei tanti cinghiali che hanno invaso anche le vie del centro di Pomezia

L’episodio, avvenuto alle 20:15, ha scatenato il panico e la fuga disperata dell’animale domestico, rimasto gravemente ferito, riaccendendo un’emergenza ungulati nella cittadina, con branchi che ormai assediano quotidianamente strade e marciapiedi.

Il fatto si è consumato in pochi istanti di puro terrore. Durante la consueta passeggiata serale nella zona residenziale tra via Ugo La Malfa e via Singen, dove un esemplare di cinghiale dalle dimensioni imponenti è sbucato dall’oscurità puntando l’uomo e il suo cane di 11 anni.

Nella concitazione del momento, il cane ha dato uno strattone violento al guinzaglio, riuscendo a liberarsi e fuggendo a velocità folle verso il buio, terrorizzato dall’incontro ravvicinato con l’ungulato. Da quel momento, per i proprietari, è iniziato un calvario durato ore, tra l’angoscia per le sorti dell’animale anziano e lo shock per il pericolo scampato.

Una città mobilitata: le ricerche senza sosta

Immediatamente è scattata la macchina dei soccorsi, alimentata dal tam-tam sui social network. Mentre i post rimbalzavano di gruppo in gruppo, i messaggi dei cittadini indicavano avvistamenti contrastanti sull’ubicazione del cane ferito, che nonostante l’età avanzata, si era messo a correre come una lepre spinto dall’adrenalina della paura e l’istinto di sopravvivenza.

Il figlio della donna, insieme a un gruppo di amici, ha battuto le strade del quartiere fino alle 4 del mattino, mentre la madre alle 6 era già nuovamente in strada, distribuendo il proprio numero di telefono a operatori ecologici e passanti.

“Metà Pomezia si era mobilitata”, racconta la donna, descrivendo un clima di solidarietà commovente che ha visto la partecipazione attiva di molti cittadini, tra cui la signora Olga, disposta ad attivarsi nelle ricerche anche con il cane molecolare.

Il ritrovamento e il verdetto del veterinario

La svolta è arrivata nel tardo pomeriggio, proprio mentre la proprietaria stava varcando la soglia della caserma dei Carabinieri per denunciare lo smarrimento.

Uno screenshot inviato sul cellulare mostrava il povero animale: era stato trovato da una passante, ferito, malconcio e impossibilitato a muoversi.

La corsa dal veterinario ha confermato i timori più cupi: il cane presentava diverse fratture scomposte, frutto probabilmente di un impatto violento e della caduta durante la fuga. Oltre al danno fisico, il trauma psicologico è apparso subito evidente: l’animale, sotto shock, per giorni non è riuscito né a mangiare né a espletare i propri bisogni fisiologici.

Complicazioni economiche: il peso di un’emergenza privata

Dopo le prime cure e lo steccaggio della zampa, la famiglia si è scontrata con un’altra dura realtà: il costo dell’intervento chirurgico necessario alla guarigione, stimato in oltre 2mila euro più tutte le spese mediche post intervento.

Una cifra enorme per una famiglia che già fatica a far fronte alle spese quotidiane. “Quasi svengo alla notizia del costo”, confessa la proprietaria, evidenziando come spesso le persone con difficoltà economiche siano costrette a rimandare persino le proprie cure mediche.

Per salvare il cane dal rischio che restasse zoppo, la famiglia non ci ha pensato troppo ed ha intrapreso un viaggio della speranza verso Velletri, cercando una clinica più accessibili, e ha lanciato una raccolta fondi che ha visto la partecipazione commossa anche dei suoi ex compagni di scuola dell’Istituto d’arte di Pomezia.

L’appello alle istituzioni: stop all’invasione

“L’episodio della zona 167 non è isolato – ha continuato la donna -. I pometini da tempo segnalano una presenza massiccia di cinghiali un po’ ovunque. Ma è in questo periodo che fanno più paura, con i piccoli da nutrire e difendere. L’episodio che ha coinvolto il mio cane, è avvenuto nei pressi del Parco della Crocetta, ma anche in una via centralissima come via della Tecnica, che ospita anche un l’Istituto scolastico, gli ungulati sono stati avvistati numerosi. Insomma siamo arrivati ad avere veramente paura di uscire con i cani e con i bambini”.

Alla denuncia della donna si sono unite in queste ore quelle di altri cittadini, stanchi di vivere in uno stato di coprifuoco non dichiarato non appena cala il sole. La richiesta all’amministrazione comunale e agli enti competenti è chiara: servono piani di contenimento urgenti e barriere protettive.

“Non si può attendere la prossima vittima, o che gli attacchi prendano di mira perfino i bambini per una gestione della fauna selvatica ormai del tutto fuori controllo nel nucleo urbano” – conclude la famiglia.