L’ultima fortezza dei Re: viaggio nella cittadella blindata sotto Villa Ada con tre appuntamenti senza prenotazione (FOTO)

Tre giornate di apertura straordinaria a offerta libera e senza prenotazione, per scoprire i segreti della famiglia reale nel cuore sotterraneo di Villa Ada

Sotto il verde lussureggiante di Villa Ada, lontano dai sentieri battuti dai runner e dalle famiglie in cerca di relax, riposa un gigante di cemento armato che ha custodito per decenni i timori della monarchia italiana. Superata la soglia di questo rifugio blindato, il rumore della città svanisce, lasciando spazio all’eco di un passato sospeso tra gloria e rovina.

Tre giornate di apertura straordinaria a offerta libera e senza prenotazione, per scoprire i segreti della famiglia reale nel cuore sotterraneo di Villa Ada

Per comprendere l’esistenza di questa struttura, bisogna tornare al 1904, quando Re Vittorio Emanuele III acquistò la tenuta per farne la residenza ufficiale della corona.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l’intensificarsi dei raid aerei alleati, la sicurezza della famiglia reale divenne una priorità assoluta. Mentre a Villa Torlonia Mussolini faceva scavare il suo bunker, a soli due chilometri di distanza, all’interno della collina delle Cavalle Madri, i Savoia pianificavano la loro difesa sotterranea.

La distanza di circa 350 metri dalla Palazzina Reale rendeva però impossibile un collegamento pedonale rapido; serviva una soluzione radicale.

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1942-1943: la nascita di una fortezza carrabile

L’incarico per la costruzione venne affidato ufficialmente il 7 novembre 1942 alla ditta dell’ingegner Romeo Cametti. La necessità era l’urgenza: proteggere il Re, la Regina Elena e la principessa Mafalda dai bombardamenti che stavano devastando le città italiane.

Il progetto prevedeva una struttura a pianta circolare di oltre 200 metri quadrati, interamente blindata. La caratteristica più intrigante e unica di questo sito era il suo ingresso carrabile: il sovrano non doveva percorrere tunnel a piedi, ma poteva accedere direttamente al cuore del bunker a bordo della Fiat Torpedo 2800, la vettura reale, garantendo una fuga rapida e protetta dalla residenza alla collina.

Architettura del silenzio e vie di fuga

All’interno, la struttura si articola in sette ambienti principali: due grandi stanze destinate alla famiglia, due bagni, un’anticamera e locali tecnici di servizio.

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Ogni dettaglio era pensato per la sopravvivenza: filtri d’aria, porte stagne e pareti spesse metri. Ma l’elemento architettonico più affascinante è senza dubbio la scala a chiocciola. Composta da 40 gradini in pregiato travertino, questa scala conduceva i reali verso un’uscita di sicurezza situata sulla parte sommitale della collina.

Una mimetizzazione ingegnosa all’esterno, creata da una torretta a forma di fungo, perfettamente integrata nella vegetazione del parco, per non destare sospetti dall’alto.

Dal lungo oblio al restauro moderno

Con la fine del conflitto e l’esilio di Umberto II, il bunker cadde in un profondo stato di abbandono. Per decenni fu preda di vandali e dell’incuria, diventando un luogo leggendario ma inaccessibile.

Una prima rinascita avvenne nel 2016 grazie a Roma Sotterranea, ma fu solo recentemente, con l’intervento del Dipartimento Tutela Ambientale e lo stanziamento di 2,4 milioni di euro dai fondi PNRR, che il sito è stato messo in sicurezza definitivamente.

I lavori di ingegneria naturalistica hanno stabilizzato i pendii soggetti a erosione e ripristinato i sentieri, arricchendo l’area con 900 piante forestali per favorire la biodiversità del parco.

L’esperienza della visita: cosa vedere oggi

Oggi, il visitatore che varca il cancello del bunker compie un vero viaggio nel tempo. Grazie al lavoro dell’associazione Roma Sotterranea e di ASD Giochi di Strada, gli ambienti sono stati riallestiti con materiali originali recuperati.

Il percorso, della durata di circa un’ora e un quarto, permette di percepire l’atmosfera claustrofobica ma sicura di quegli anni.

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La visita culmina con la visione di un documentario del regista Fabio Toncelli che, attraverso filmati d’epoca e foto inedite, narra la vita quotidiana dei Savoia sotto le bombe, restituendo un volto umano alla Storia ufficiale.

Aperture speciali: un regalo alla città

In occasione delle festività del 2026, l’associazione ha annunciato un’iniziativa straordinaria. Sabato 25 aprile, venerdì 1° maggio e martedì 2 giugno, dalle ore 10:00 alle 18:00, il bunker sarà accessibile senza prenotazione obbligatoria.

Un’apertura “speciale” che prevede l’ingresso a offerta libera, permettendo a tutti di scoprire questo patrimonio sotterraneo. Oltre alla storia, l’esterno del bunker sarà animato da attività di trekking e percorsi sportivi, trasformando un antico rifugio di guerra in un moderno polo di cultura, benessere e partecipazione collettiva nel cuore di Roma.

Al di là delle giornate ad accesso libero, il Bunker di Villa Ada è visitabile regolarmente tramite tour guidati che richiedono la prenotazione. Per chi volesse approfittare delle disponibilità residue, le visite si svolgono tipicamente il sabato e la domenica, con turni programmati la mattina alle ore 10:00 e alle 11:30, e nel pomeriggio alle ore 15:00 e 16:30. La durata di ogni percorso è di circa 75 minuti. È importante consultare il calendario ufficiale sul sito di Roma Sotterranea per verificare i posti ancora disponibili nei weekend ordinari, poiché la prenotazione online è obbligatoria per garantire l’accesso in sicurezza alla struttura ipogea.