
Il Vicariato di Roma ha definito un evidente cambio di rotta, un vero e proprio dietrofront rispetto all’impostazione iniziale, sul progetto di intervento della Sala Riario di Ostia Antica, in piazza della Rocca. La revisione di un bene storico di questo livello, non riguarda dettagli marginali, ma l’intero equilibrio delle priorità: si passa, a ben vedere, da un’idea di valorizzazione e apertura degli spazi a una linea centrata sulla messa in sicurezza e conservazione dell’edificio storico.
Sala Riario di Ostia Antica, cambio di progetto: stop all’ascensore e nuova priorità alla sicurezza dell’edificio storico
Nella fase iniziale, infatti, il progetto era stato pensato con un’impostazione più ampia e inclusiva. L’obiettivo era rendere la Sala Riario più fruibile, integrarla nelle attività culturali del territorio e migliorare l’accessibilità, installando un ascensore. In questa visione rientrava anche la valorizzazione degli affreschi della scuola del Peruzzi, elemento di pregio del complesso.
Successivamente, le verifiche tecniche hanno modificato profondamente il quadro. Le analisi hanno evidenziato criticità rilevanti alle coperture, con infiltrazioni diffuse che stanno danneggiando strutture lignee e superfici decorative interne. Questo ha imposto una scelta netta: concentrare le risorse sul consolidamento e restauro delle coperture, intervento considerato prioritario e urgente.
Il progetto è stato condiviso con il Parco Archeologico di Ostia Antica, che ha seguito le valutazioni tecniche e ha autorizzato l’impostazione aggiornata. L’intervento è sostenuto anche dai fondi dell’8 per mille, ma con una destinazione sempre più focalizzata sulle opere di salvaguardia.
In questo percorso è stato coinvolto anche il dottor Gaetano Di Staso, responsabile romano di Ecoitaliasolidale e coordinatore del X Municipio, che ha avuto un ruolo di raccordo tra istituzioni e aspetti operativi. Dalle comunicazioni emerge una linea chiara: la priorità é mettere in sicurezza il bene prima di ogni altra scelta progettuale”, con un approccio basato sul realismo tecnico e sul rispetto della struttura esistente.
Il punto più evidente del cambiamento riguarda l’accessibilità e, in particolare, la scelta sull’ascensore. Nella versione iniziale era una delle ipotesi principali per superare le barriere architettoniche. Oggi questa soluzione è stata definitivamente esclusa, perché ritenuta troppo invasiva per un edificio storico. La motivazione è legata alla necessità di evitare modifiche irreversibili al patrimonio.
Al suo posto si sta orientando la soluzione verso un montascale a piattaforma, considerato più compatibile con i vincoli architettonici. Anche questa realizzazione, però, è subordinata alle risorse che si libereranno dopo la gara d’appalto per le coperture, attraverso eventuali economie di ribasso.
Resta confermata la realizzazione di un servizio igienico accessibile, elemento minimo indispensabile per una futura fruizione degli spazi.
Il cronoprogramma prevede a breve l’avvio della gara per i lavori sulle coperture, considerati la vera emergenza del progetto. Solo in una fase successiva, e solo se ci saranno fondi disponibili, si potrà valutare l’estensione degli interventi dedicati all’accessibilità, senza più includere un ascensore tra le opzioni.
Nel complesso, il quadro finale è chiaro: si è passati da un progetto orientato alla valorizzazione e apertura della Sala Riario, con ipotesi di ascensore e interventi più ampi, a un’impostazione più prudente e conservativa. Oggi la priorità assoluta è la salvaguardia strutturale dell’edificio, mentre l’accessibilità viene ripensata in modo graduale, compatibile e non invasivo,















