Donald Trump pretende i codici nucleari: militari glieli negano, scontro alla Casa Bianca

Rivelazione di ex analista Cia: negati a Donald Trump i codici nucleari. Il presidente espulso dai militari dalla Situation Room

Il clima a Washington si fa sempre più teso e le ultime indiscrezioni dipingono un quadro di incertezza senza precedenti per la sicurezza nazionale statunitense. Secondo recenti indiscrezioni, al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarebbe stato negato l’accesso ai codici nucleari da un alto ufficiale militare.

Rivelazione di ex analista Cia: negati a Donald Trump i codici nucleari. Il presidente espulso dai militari dalla Situation Room

L’allarmante rivelazione è giunta da Larry Johnson, analista in pensione della CIA, durante un intervento nel popolare programma YouTube “Judging Freedom”. Johnson ha descritto un vertice d’emergenza avvenuto sabato 18 aprile, durante il quale il tycoon avrebbe tentato invano di ottenere le chiavi dell’arsenale atomico.

Il “No” del Generale Dan Caine

Stando a quanto riferito, la tensione avrebbe raggiunto il punto di rottura durante una riunione alla Casa Bianca. Larry Johnson, citato anche dal quotidiano Mirror, ha ricostruito così la dinamica del confronto:

«Secondo un resoconto emerso da quell’incontro alla Casa Bianca, Trump voleva usare i codici nucleari, e il generale Dan Caine si è alzato e ha detto “No”. Ha invocato il suo privilegio di capo delle forze armate, per così dire. A quanto pare è scoppiata una vera e propria lite. Stanno succedendo cose davvero bizzarre a Washington».

Questo diniego forzato solleva interrogativi cruciali sulla catena di comando statunitense e sulla stabilità dell’attuale amministrazione, in un momento in cui il comportamento del Presidente viene descritto come sempre più imprevedibile.

Trump Escluso dalla Situation Room

L’incidente dei codici nucleari non sarebbe un caso isolato. Emergono infatti dettagli su una presunta estromissione di Trump dalla Situation Room. I consiglieri militari avrebbero preso questa decisione drastica durante una delicata missione di salvataggio in Iran, temendo che l’indole del Presidente potesse compromettere l’esito dell’operazione.

Le fonti interne parlano di timori legati al suo temperamento definito «esplosivo». La preoccupazione principale dei funzionari riguarderebbe l’incapacità di prevedere le reazioni del Presidente di fronte alle crisi internazionali.

La Crisi con l’Iran e il Peso del Passato

Il nervosismo nell’Ala Ovest è aumentato drasticamente dopo l’abbattimento di un drone statunitense da parte delle forze iraniane. Testimoni riferiscono che Trump avrebbe trascorso ore a inveire contro il personale, visibilmente scosso dai ricordi della crisi degli ostaggi in Iran del 1979.

In sintesi, la gestione della difesa nucleare e dei rapporti diplomatici con Teheran sembra aver creato una frattura profonda tra il Presidente e i vertici del Pentagono, portando a una situazione di stallo che molti osservatori definiscono pericolosa per gli equilibri globali.

Incredulo il senatore amico di Trump

Più che una smentita, quella del senatore della Carolina del Nord Thom Tillis, sembra un’attestazione di fiducia illimitata verso Trump e non una smentita. “Semplicemente non ci riesco, non riesco a immaginarlo. Conoscendo il presidente, non riesco proprio a immaginare che sia mai stata una seria ipotesi di uso dei codici nucleari”.