Lo sciopero tir si ferma davanti alla tragedia. Doveva essere l’inizio di una mobilitazione nazionale di sei giorni per gridare l’emergenza del comparto, ma si è trasformata in un dramma autostradale. È stato sospeso all’alba di oggi il blocco dell’autotrasporto contro il caro carburanti: la decisione è arrivata dopo la morte di Luigi Nappo, 55 anni, travolto e ucciso da un’auto sull’A1 mentre partecipava all’organizzazione dei presidi.
Il dramma sull’A1 durante i presidi contro il caro carburante: perde la vita un 55enne. Le associazioni: “Siamo sconvolti, sciopero interrotto”. Resta il nodo del gasolio sopra i 2 euro
Il tragico evento è avvenuto nel cuore della notte, nei pressi dell’area di servizio di San Nicola La Strada, in provincia di Caserta. Secondo le prime ricostruzioni della Polizia Stradale, una colonna di mezzi pesanti era ferma sul margine destro della carreggiata, a pochi chilometri dallo svincolo di Caserta Sud.
Nappo, residente a Marano di Napoli, si trovava a piedi sulla corsia libera per gestire il filtraggio dei tir in transito, quando è stato investito da una Mini Cooper che sopraggiungeva a velocità sostenuta. Il conducente della vettura si è immediatamente fermato: la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale.
Lo stop alla mobilitazione
“Siamo sconvolti – ha dichiarato Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – Il fermo era partito a mezzanotte, stavamo predisponendo i presidi quando è arrivata la notizia. Era una persona giovane con famiglia, abbiamo deciso di sospendere tutto immediatamente”.
Anche Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni di categoria, ha confermato lo stop alle assemblee permanenti che erano state previste in circa cento città italiane.
Un settore al collasso: il nodo dei prezzi
Resta però sul tavolo la motivazione che aveva spinto migliaia di autotrasportatori a incrociare le braccia. Con il prezzo del gasolio stabilmente e ampiamente sopra i 2 euro al litro, le imprese denunciano di lavorare in perdita.
“È un’emergenza assoluta causata da rincari fuori controllo che incidono in modo letale sui bilanci delle aziende, ormai avviate sulla strada del fallimento“, spiegano dalle associazioni.
Il diesel non è solo il carburante dei camion, ma il vero “motore” dell’economia reale, influenzando i costi dell’agricoltura e dell’industria. Un blocco prolungato avrebbe messo a rischio la distribuzione delle merci e causato un’impennata dei prezzi al consumo (il cosiddetto “effetto a cascata”).
Al momento, i sindacati non hanno ancora comunicato se e quando la protesta verrà riprogrammata, nel rispetto del lutto che ha colpito l’intera categoria.


















