Doveva essere un sabato di festa, il regalo per il settimo compleanno. Si è trasformato nell’ennesimo capitolo di una tragica antologia di morti bianche in piscina. Gabriele Ubaldo Petrucci è annegato così, sotto gli occhi del padre, incastrato sul fondo della vasca esterna dell’Hotel Terme Vescine a Suio. Il killer silenzioso, si scopre ora, è un bocchettone di aspirazione privo della sua barriera protettiva. Come nel caso di Stephan.
L’inchiesta sulla morte del piccolo Gabriele a Suio: la griglia di protezione era fuori sede. Si indaga per omicidio colposo. Come per il caso di Stephan
Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, la griglia che avrebbe dovuto schermare il condotto non era al suo posto: è stata ritrovata poco distante, sul fondo. Quando Gabriele si è tuffato, la forza del risucchio lo ha sorpreso, trascinandogli il braccio all’interno del tubo.
Antonello, il padre, si è accorto quasi subito che il figlio non riemergeva. Si è tuffato in un’acqua profonda poco più di un metro, ma la pressione generata dall’impianto era tale da rendere vano ogni sforzo.
Solo l’intervento di altri bagnanti ha permesso di disincastrare il corpo, ormai privo di sensi e segnato dai lividi dell’aspirazione. Nonostante tre ore di tentativi di rianimazione e l’impiego dell’eliambulanza Pegaso, per Gabriele non c’è stato nulla da fare.
L’inchiesta: griglia rimossa o mai fissata?
La Procura di Cassino, guidata da Carlo Fucci, procede per omicidio colposo. Il punto nodale dell’inchiesta ruota attorno a quella griglia fuori posto. I carabinieri hanno sequestrato l’area e i periti dovranno rispondere a domande cruciali: la griglia era stata fissata correttamente o era semplicemente appoggiata? Perché nessuno si è accorto dell’anomalia prima dell’apertura della vasca?
Sotto la lente degli inquirenti finisce anche il sistema di vigilanza. Si verificherà la presenza e la posizione del bagnino al momento dell’incidente, oltre al rispetto dei protocolli di sicurezza previsti per le strutture termali.
Il precedente: l’ombra delle Terme di Cretone
Il caso di Gabriele è la fotocopia speculare di quanto accaduto nell’agosto 2023 a Stephan Bakanev, 8 anni, risucchiato dallo scarico delle Terme di Cretone, a Palombara Sabina.
Anche in quel caso, una procedura di svuotamento della piscina o un’assenza di protezioni trasformò una vasca in una trappola mortale.
Ci volle tempo e l’intervento dei vigili del fuoco per liberare il corpicino del bimbo – che viveva a Castel Madama e avrebbe dovuto frequentare la terza elementare – dal bocchettone davanti allo sguardo annichilito dei genitori. Ora si contano quattro indagati per omicidio colposo.

Una scia di sangue che tocca anche la cronaca recente: solo dieci giorni fa, a Pennabilli, un dodicenne ha perso la vita con modalità analoghe in una vasca idromassaggio.
Mercoledì verrà eseguita l’autopsia sul corpicino di Gabriele presso l’istituto di medicina legale.
Per ora, resta il dolore dei genitori e una piscina sequestrata che nasconde, sul fondo, la risposta a una tragedia evitabile.


















