Assalto alla gioielleria di Euroma2: testimonianze nel parcheggio e la pista dell’auto nera del commando

Testimonianze prima della rapina a Euroma2 durata 30 secondi: "Commando incappucciato già in attesa sulle rampe del parcheggio"

Nella foto alcune vetrine sfondate con i picconi - ADN Kronos

Un incubo di cristalli infranti e fumo, ha segnato la mattinata all’interno del centro commerciale Euroma2, dove un commando di professionisti ha assaltato una gioielleria. L’azione, durata meno di un minuto, ha seminato il panico, trasformando i corridoi dello shopping in uno scenario di terrore, con ostaggi e fumogeni. Le indagini sulla rapina, hanno subito una brusca accelerazione grazie alle dichiarazioni di alcuni dipendenti del centro commerciale che avrebbero incrociato i malviventi poco prima del colpo.

Testimonianze prima della rapina a Euroma2 durata 30 secondi: “Commando incappucciato già in attesa sulle rampe del parcheggio”

Un commesso, arrivato in auto per l’inizio del turno, ha riferito di aver notato una Alfa Romeo Mito nera ferma strategicamente su una delle rampe d’accesso. “Ne ho visti due all’interno, erano già incappucciati”, ha dichiarato all’Adnkronos l’uomo, ancora visibilmente scosso. “Ho capito subito che stava per succedere qualcosa di grave, ho fatto inversione con l’auto per non incrociarli e ho parcheggiato dall’altro lato”.

Dalle ultime ricostruzioni, la banda sarebbe composta da almeno cinque elementi: tre di loro erano all’interno del negozio per l’azione materiale, mentre due si trovavano all’esterno con il ruolo dei “pali”, fondamentale per coordinare l’uscita rapida dal centro commerciale, avvenuta pochi istanti prima che le volanti della Polizia di Stato blindassero l’intera zona dell’Eur.

Una furia durata trenta secondi

All’interno della galleria commerciale, il colpo è stato descritto come una tempesta di violenza e precisione. Un barista di un locale adiacente alla gioielleria ha raccontato di essere accorso dopo aver sentito il fragore delle vetrine infrante dai picconi. “Credevo che le commesse avessero bisogno di aiuto, sono entrato e mi sono trovato davanti i banditi”, ha spiegato il testimone.

La scena all’interno era spettrale: le due commesse, paralizzate dal terrore, erano rannicchiate in un angolo mentre i rapinatori svaligiavano scaffali e vetrine con movimenti meccanici.

Quando il commando si è reso conto di aver attirato l’attenzione, ha attivato degli estintori e lanciato fumogeni per saturare l’aria e impedire la visibilità, creando una coltre bianca che ha facilitato la loro ritirata verso le uscite di sicurezza. Un’azione definita “paramilitare” da chi ha assistito ai trenta secondi di follia.

L’irruzione e gli ostaggi

Tutto è iniziato pochi minuti dopo le 10:00, orario in cui la gioielleria aveva appena aperto i battenti. Il gruppo, armato di picconi e con i volti coperti, ha fatto irruzione neutralizzando immediatamente ogni possibile resistenza.

Secondo le prime ricostruzioni della Questura, alcuni presenti sarebbero stati temporaneamente legati e costretti sotto minaccia a non muoversi, mentre una parte del commando puntava dritta verso la cassaforte e i preziosi di maggiore valore.

L’uso dei picconi è stato brutale: le teche sono state letteralmente polverizzate per asportare orologi di lusso e pietre preziose. Il bottino, sebbene ancora in via di quantificazione definitiva, si preannuncia ingente, nell’ordine di diverse centinaia di migliaia di euro. La velocità dell’esecuzione indica una conoscenza perfetta della planimetria di Euroma2 e dei tempi di reazione della vigilanza privata.

Indagini in corso: caccia alla Mito nera e analisi dei video

La sala operativa della Questura di Roma ha fatto scattare immediatamente il piano antirapina istituendo posti di blocco serrati in tutto il quadrante Sud e lungo le principali arterie di collegamento. Gli investigatori della Polizia Scientifica hanno lavorato ore all’interno della gioielleria per rilevare impronte o tracce biologiche, nonostante l’uso massivo di polvere chimica degli estintori abbia parzialmente compromesso la scena del crimine.

Al centro delle indagini c’è ora l’analisi capillare dei filmati di videosorveglianza, non solo del centro commerciale ma anche delle telecamere comunali sparse lungo la via Cristoforo Colombo e le rampe del GRA.

Gli inquirenti stanno cercando di tracciare il percorso della Mito nera. “Sapevano esattamente cosa fare, sembravano soldati”, è il commento unanime dei commercianti di Euroma2, che oggi chiedono maggiore sicurezza per un polo che si conferma, purtroppo, obiettivo sensibile per la criminalità organizzata.