Pomeriggio di mobilitazione anarchica a Roma tra i quartieri San Lorenzo e Pigneto. Oltre cento militanti si sono radunati in piazza dell’Immacolata per manifestare solidarietà ad Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41bis. L’iniziativa, monitorata da un imponente dispositivo di sicurezza, punta a contestare il carcere duro in vista della decisione ministeriale prevista per l’inizio di maggio.
Presidio anarchico in piazza contro il 41bis e per rendere omaggio ai due anarchici morti: slogan contro il Ministero e corteo improvvisato alzano l’allerta delle forze dell’ordine
Il cuore della protesta si è acceso in piazza dell’Immacolata, nel quartiere San Lorenzo, dove la galassia anarchica si è data appuntamento per un presidio statico poi trasformatosi in un’azione itinerante. I militanti hanno preso la parola per ribadire la loro posizione riguardo alla detenzione di Alfredo Cospito, attualmente sottoposto al regime di carcere duro.
“Siamo qui per parlare di Cospito detenuto al 41bis, per interrompere una narrazione falsa e una propaganda feroce”, hanno dichiarato i portavoce dalla piazza, sottolineando la volontà di mantenere alta l’attenzione mediatica e politica sulla vicenda.
La scelta della piazza non è casuale, essendo San Lorenzo uno dei quartieri storicamente legati ai movimenti sociali romani. Durante l’assemblea all’aperto, i manifestanti hanno esposto uno striscione dal forte impatto emotivo e politico: “Perché nulla sia stato vano, con Sara e Sandro per l’Anarchia”. Il riferimento è a Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due giovani deceduti lo scorso marzo a causa di un’esplosione accidentale avvenuta in un casolare presso il Parco degli Acquedotti, mentre, secondo le ricostruzioni, stavano confezionando un ordigno artigianale.
Dal presidio al corteo: la marcia verso il Pigneto
Dopo una prima fase di interventi e volantinaggio, la natura della manifestazione è cambiata. I militanti hanno annunciato l’intenzione di muoversi in corteo, spostando il baricentro della protesta verso il quartiere Pigneto. Questa decisione ha innalzato il livello di allerta delle forze dell’ordine, già massicciamente presenti sul posto per presidiare le vie d’accesso a San Lorenzo e prevenire eventuali atti di vandalismo o scontri.
La marcia si è snodata attraverso le vie adiacenti, con slogan ritmati contro il sistema carcerario e il Ministero della Giustizia. Il gruppo, composto da poco più di cento persone, ha cercato di coinvolgere i residenti dei quartieri attraversati, spiegando le ragioni della lotta contro il 41bis.
La tempistica della protesta è infatti cruciale: si attende per i primi di maggio la decisione definitiva del Ministero sulla permanenza di Cospito nel regime di carcere duro, un passaggio che i militanti definiscono fondamentale per la sopravvivenza stessa del detenuto.
Sicurezza e ordine pubblico: Roma presidiata
La gestione dell’ordine pubblico è stata particolarmente rigorosa. L’intera zona di San Lorenzo è stata cinturata da agenti in assetto antisommossa, con blindati posizionati nei punti strategici per evitare che il corteo potesse deviare verso obiettivi sensibili. La vigilanza è rimasta costante durante tutto il tragitto fino al Pigneto.
Nonostante la tensione verbale e la forte carica simbolica della manifestazione, legata anche al ricordo dei “martiri” del Parco degli Acquedotti, il presidio ha cercato di focalizzarsi sulla “controcronaca” giudiziaria del caso Cospito.
Le autorità stanno ancora monitorando attentamente ogni intervento, mentre la cittadinanza osservava con un misto di curiosità e preoccupazione il passaggio dei manifestanti. L’evento si è concluso senza scontri diretti, ma ha riaffermato la determinazione della galassia anarchica romana, in una fase di estrema delicatezza giudiziaria.


















