Cala il sipario sul progetto per il sottopasso di Malafede, troppe criticità servono nuove proposte

Cala il sipario sul progetto per il sottopasso di Malafede a causa delle criticità emerse

Cala il sipario sul progetto per il sottopasso di Malafede a causa delle numerose criticità emerse che impongono l’apertura di una nuova fase propedeutica alla presentazione di nuove proposte per risolvere i problemi di viabilità della Cristoforo Colombo all’altezza della tenuta del presidente della Repubblica.

Cala il sipario sul progetto per il sottopasso di Malafede a causa delle criticità emerse

Nel corso di una seduta della Commissione Capitolina richiesta dall’opposizione sull’intervento è emerso con chiarezza che il progetto del sottopasso, fermo da oltre quindici anni, può considerarsi definitivamente accantonato.

Le criticità idrogeologiche sopraggiunte nel tempo non hanno infatti consentito di individuare soluzioni tecniche adeguate.

Secondo quanto riferito dall’amministrazione capitolina, sono in  corso le procedure per definire gli aspetti burocratici con la ditta coinvolta, così da chiudere formalmente questa fase e avviare una nuova progettualità.

I futuri interventi dovrebbero interessare via di Malafede, ipotizzando di fatto il sottopasso con una rampa di immissione sulla via Colombo, un intervento su cui l’opposizione in seno all’assemblea del Comune di Roma Capitale ha sollecitato, inoltre, chiarimenti sui fondi disponibili e un aggiornamento costante sullo sviluppo del progetto.

Prendiamo atto della situazione, ma riteniamo indispensabile che si proceda rapidamente verso una soluzione concreta. Il quadrante continua infatti a soffrire gravi criticità legate al traffico e i cittadini non possono più attendere“, ha sottolineato Mariacristina Masi, consigliere di Fratelli d’Italia.

Il progetto accantonato

Il Dipartimento Simu di Roma Capitale aveva dato ufficialmente il via libera ai primi interventi nel tratto compreso tra il Km 17,400 e il Km 18,600. Le operazioni preliminari, prevedevano il taglio degli alberi ai margini della carreggiata, segnando l’inizio di una trasformazione radicale per uno dei nodi più critici della mobilità cittadina: l’intersezione dell’arteria di collegamento tra Ostia e il mare con via di Malafede.

Una rivoluzione contro il traffico

Il cuore del progetto era la realizzazione di un sottopasso stradale che avrebbe permesso alla Colombo di scorrere “interrata” per circa 500 metri. Una soluzione che puntava all’eliminazione definitiva dell’attuale impianto semaforico, da anni causa di interminabili code e rallentamenti.

La gestione dei flussi locali sarebbe stata affidata a una rotatoria superficiale e a quattro rampe di innesto. Il nuovo assetto avrebbe snellito il traffico da e per la Capitale e garantito anche un accesso fluido e sicuro alla tenuta presidenziale di Castel Porziano. L’investimento complessivo per l’opera si aggira intorno ai 7 milioni di euro.

Sicurezza della circolazione stradale

Oltre ai benefici sulla viabilità, l’intervento era nato da una drammatica necessità di sicurezza. I numeri forniti a suo tempo da Roma Servizi per la Mobilità in termini di incidenti stradali anche molto gravi.

L’area di Malafede è storicamente considerata uno dei punti neri della rete viaria nazionale. Proprio per questo, il sottopasso rappresenta solo il primo tassello di un piano più vasto. Il Campidoglio ha infatti già previsto per il futuro la costruzione di altre due rotatorie simili lungo l’arteria, con l’obiettivo di declassare il tasso di pericolosità di una strada purtroppo nota per l’alta incidentalità.

Con l’apertura dei cantieri, Roma prova a voltare pagina, puntando su un’infrastruttura capace di coniugare fluidità e tutela della vita umana.

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