L’universo delle truffe legate ai CAF (Centri di Assistenza Fiscale), sta assumendo a Roma contorni sempre più inquietanti, muovendosi su un doppio binario: quello del tradimento della fiducia personale e quello digitale del phishing. Da un lato c’è il dramma di “Maria”, residente a Roma vittima di un sistema di “pagamenti fantasma” a Roma est; dall’altro una nuova ondata di SMS ingannevoli che, fingendosi enti pubblici, prosciugano il credito telefonico degli utenti in pochi secondi. Due facce della stessa medaglia, che mettono a nudo la vulnerabilità dei cittadini di fronte a chi manipola burocrazia e scadenze fiscali.
La testimonianza di Maria truffata dal CAF: “Gli facevo i bonifici per le tasse, ma l’Agenzia delle Entrate non ha mai ricevuto un euro”
Il velo di silenzio su quanto accadeva in un CAF di Roma est, si è squarciato grazie alla forza dell’informazione. È stata proprio la lettura di un precedente articolo pubblicato su canaledieci.it, focalizzato sulle irregolarità e sui raggiri messi in atto da alcuni CAF, a spingere Maria (nome inventato), a trovare il coraggio di uscire allo scoperto.
Sentendosi meno sola e riconoscendo nel racconto giornalistico dinamiche tristemente familiari, la donna ha deciso di contattare la redazione per testimoniare la propria vicenda, trasformando la sua esperienza privata in un monito pubblico per tutti i contribuenti romani.
La vittima tradita dalla consulente diventata “amica”
La vicenda di Maria nasce al centro di Roma, dove la donna risiede e lavora. Spinta dal consiglio di persone che conoscevano la titolare di un CAF a Roma est da circa 10 anni, si era rivolta alla struttura con una cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione ricevuta nel 2024.
Quello che era iniziato come un normale rapporto tra consulente e assistita poi, si era trasformato rapidamente anche in un’amicizia, cementata da lunghe conversazioni in cui la titolare si difendeva anche da presunte “cattiverie” che circolavano sul suo conto. Ma Maria aveva scelto di credere a lei, affidandole la gestione totale della sua situazione debitoria.
Il meccanismo dei bonifici fantasma
Fiduciosa anche per via del legame instaurato, Maria ha iniziato a versare le somme dovute direttamente alla titolare tramite bonifici bancari. Ogni transazione era accompagnata da una causale precisa che indicava il versamento all’Agenzia delle Entrate.
La donna, ormai convinta che il CAF operasse come un tramite onesto, è stata però costretta a ricredersi quando è emersa la verità: le somme non erano mai state trasferite all’Erario. Verificando autonomamente la propria posizione, Maria ha scoperto che il debito con lo Stato non solo era rimasto intatto, ma era per conseguenza dei mancati pagamenti perfino aumentato in modo esponenziale.
Indagando ulteriormente poi, è emerso anche che la titolare aveva già dei precedenti per il presunto coinvolgimento in un’altra truffa. Un dettaglio che ha spinto la vittima a rivolgersi immediatamente a un legale, per tutelarsi da ogni conseguenza collegata ai mancati pagamenti del dovuto.
La nuova frontiera digitale: lo smishing del finto CAF
Intanto, mentre il caso di Roma est approda nelle aule legali, una minaccia parallela corre sui telefoni cellulari. Si tratta dello smishing, una tecnica che unisce SMS e phishing. Il raggiro inizia con un messaggio dai toni formali che finge di provenire da un CAF o dall’ASL.
Il testo parla di documenti incompleti o pratiche urgenti e invita l’utente a richiamare un numero specifico. La vaghezza del messaggio è calcolata per generare ansia e spingere la vittima a compiere un’azione impulsiva prima di riflettere sulla stranezza della richiesta.
Come la telefonata azzera il credito telefonico
Il pericolo scatta quando l’utente compone il numero indicato. Si tratta spesso di numerazioni a pagamento con costi al minuto elevatissimi. In alcuni casi, la vittima viene accolta da una voce registrata che simula un centralino istituzionale, mentre in altri interviene un finto operatore addestrato a trattenere la persona in linea il più a lungo possibile. In questo lasso di tempo, il credito telefonico viene letteralmente prosciugato. Quando la chiamata si interrompe, il danno economico è già fatto e l’utente si ritrova senza alcuna risposta reale sulla propria pratica.
Perché il raggiro appare credibile e come riconoscerlo
L’efficacia di questa truffa risiede nella simulazione di autorità. I criminali utilizzano un linguaggio serio e riferimenti a enti molto conosciuti. Tuttavia, ci sono elementi che devono far scattare l’allarme: il tono urgente, l’assenza di dati identificativi personali e l’invito a richiamare numeri sconosciuti. Gli enti ufficiali non utilizzano mai SMS per chiedere di contattare numeri a pagamento. La vaghezza del testo è il primo segnale che si tratta di una trappola studiata per colpire nel mucchio.
La prevenzione resta l’arma migliore. Gli esperti consigliano di non richiamare mai i numeri indicati in messaggi sospetti. Se si riceve una comunicazione che cita uffici pubblici, è sempre meglio verificare attraverso i contatti ufficiali presenti sui siti “.gov.it”.
Nel caso di Maria invece, la lezione è purtroppo che la fiducia non deve mai sostituire la verifica. Controllare periodicamente il proprio cassetto fiscale è l’unico modo per assicurarsi che i pagamenti siano stati regolarmente registrati. Ora la sua complicata situazione, è stata denunciata ed è in mano ad un avvocato.

















