Il dolore per la perdita di un figlio è un abisso in cui è facile smarrirsi, ma per la famiglia di Mattia Rizzetti, il sedicenne travolto sulle strisce pedonali la sera prima di Pasqua, la sofferenza si è trasformata in una missione. Quello che doveva essere un addio si è trasformato in un patto d’amore tra i genitori e un intero quartiere, unito dal ricordo di un ragazzo che “dispensava sorrisi e consigli a chiunque“.
Dopo il dolore dell’addio il progetto per uno spazio protetto dedicato ai giovani in nome di Mattia Rizzetti: “Era un angelo, ora i ragazzi della zona sono un po’ figli nostri”
Le parole di Sergio Rizzetti, il papà, affidate a un lungo e commosso ringraziamento dopo i funerali, non lasciano spazio a rabbia sterile, ma a un senso di responsabilità profonda verso Casal Monastero che ha stretto la famiglia in un abbraccio senza precedenti.
“L’impegno di ogni genitore è vivere in funzione dei propri figli”, scrive il papà di Mattia. “Noi purtroppo Mattia non potremo più abbracciarlo, ma continueremo a vivere in funzione sua e di tutti i ragazzi del quartiere. Ora, con discrezione, consentiteci di considerarli un po’ figli nostri“.
Un’area protetta per il quartiere: il progetto nato a scuola
Non è solo una promessa astratta. Il ricordo di Mattia prenderà forma attraverso un progetto concreto, nato paradossalmente proprio tra i banchi di scuola. Prima del tragico incidente, Mattia e i suoi compagni dell’Istituto Aniene avevano iniziato a sviluppare l’idea di uno spazio dedicato ai giovani: un’area sicura, protetta, dove potersi aggregare lontano dai pericoli della strada.

Oggi quel progetto è diventato il motore della rinascita. Grazie alla collaborazione tra l’associazione di quartiere e commercianti (rappresentati da Carmela Triolo); le istituzioni locali (il Presidente del Municipio IV Massimiliano Umberti e l’Assessora Annarita Leobruni) e partner privati (il concessionario Alfredo Gianni) e l’Istituto Aniene.
L’obiettivo è chiaro: consegnare ai ragazzi uno spazio che sia loro, dove la sicurezza sia garantita. Una risposta civile e costruttiva a una tragedia avvenuta proprio dove un pedone dovrebbe sentirsi più al sicuro: sulle strisce pedonali.
“Scopriamo ogni giorno quanto fosse speciale”
Il papà di Mattia ha voluto anche fare chiarezza sulla narrazione dell’incidente, prendendo, in uno scritto lanciato prima del funerale, le distanze da ricostruzioni parziali o strumentali.
In una lettera accorata, ha ringraziato chi ha saputo donare sollievo senza secondi fini, citando i tantissimi video su TikTok e Instagram pubblicati dagli amici: testimonianze di un affetto autentico che descrivono Mattia come un “angelo” capace di fare del bene con un semplice sorriso.
“Piangiamo nel leggere i messaggi che dispensava ovunque“, conclude il padre. “Non pensavamo fossero così tanti a volergli bene. Scopriamo attimo dopo attimo quanto fosse speciale“.
Mentre l’iter burocratico e la raccolta fondi per lo spazio giovani procedono, il quartiere resta in attesa di novità, consapevole che il sorriso di Mattia continuerà a vivere attraverso l’energia dei suoi coetanei e la forza instancabile di un padre che ha scelto di non arrendersi al buio.




















