Violenza di gruppo, tre calciatori sotto accusa: coinvolti due giovani di Roma e Tivoli

Accuse shock contro i calciatori Perseu e Rosa per gli abusi durante una festa. La vittima è una studentessa torinese. Per l'attaccante tiburtino anche l'ipotesi di revenge porn

Immagine di repertorio.

Una notte di festeggiamenti per una promozione storica che si trasforma in un caso di cronaca nera: tre giovani calciatori sono finiti al centro di un’inchiesta della Procura di Asti con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. Tra i principali indagati figurano due ragazzi cresciuti nei vivai laziali: Fausto Perseu, 23 anni, originario di Roma, e Alessio Rosa, 22 anni, nato a Tivoli.

Accuse shock contro i calciatori Perseu e Rosa per gli abusi durante una festa. La vittima è una studentessa torinese. Per l’attaccante tiburtino anche l’ipotesi di revenge porn

I fatti, secondo l’accusa, risalgono al 30 maggio 2025. In base alla ricostruzione degli inquirenti, la vittima – una studentessa universitaria di Torino – sarebbe stata avvicinata durante i festeggiamenti per il traguardo sportivo del Bra, squadra piemontese in cui i tre militavano all’epoca.

Dopo aver accettato l’invito di Perseu nell’alloggio che il calciatore condivideva con i compagni, la ragazza avrebbe subito abusi da parte del romano, del tiburtino Rosa e di un terzo complice, Christ Jesus Mawete (20 anni, di Mondovì).

Il “trofeo” in chat e l’accusa di revenge porn

La posizione di Alessio Rosa è particolarmente delicata. Il giovane di Tivoli è infatti accusato anche di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite. Secondo il pm Davide Greco, Rosa avrebbe filmato e fotografato i rapporti per poi inviarli nella chat di squadra, denominata “We are Champs”, quasi come se fossero un trofeo da esibire ai compagni di spogliatoio.

Nel capo d’imputazione si evidenzia come la vittima si trovasse in uno stato di inferiorità fisica e psichica, complice la giovane età e lo stato di alterazione dovuto all’alcol.

Il dramma della vittima

L’inchiesta ha svelato risvolti drammatici: la studentessa, segnata dal trauma, avrebbe tentato gesti auto lesionistici e attualmente è in cura presso strutture specializzate.

L’indagine si è avvalsa dell’analisi degli smartphone sequestrati ai tre calciatori; l’incidente probatorio, durante il quale la ragazza ha confermato le accuse e sulle testimonianze di altri giocatori presenti alla serata.

La linea della difesa e il rito abbreviato

I legali dei tre giovani calciatori hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato, l’udienza è fissata per i prossimi mesi.

La strategia difensiva punta a dimostrare il consenso della ragazza, citando un video girato proprio quella notte in cui la giovane rispondeva “Non dico nulla” alla domanda se fosse stata costretta a salire nell’appartamento.

Gli avvocati di Perseu e Rosa sostengono con forza che esiste una totale estraneità dei nostri assistiti rispetto ai fatti contestati. Emergeranno incongruenze significative nel quadro accusatorio“.