Dinastie del crimine alle porte di Roma: droga e armi erano l’affare di famiglia tra donne di due generazioni

Centinaia di dosi di droga e armi clandestine nell'affare di famiglia smantellato nel blitz con elicottero, unità cinofila e 30 militari: scoperto anche un falso distintivo della Polizia

Nel cuore dei Castelli Romani, è stata smantellata nelle ultime ore una realtà cupa, fatta di polvere bianca, armi clandestine e alleanze criminali nate tra le mura di casa. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo con un affondo contro una rete criminale radicata che vedeva coinvolte, in modo inquietante, due generazioni di donne della stessa famiglia.

Centinaia di dosi di droga e armi clandestine nell’affare di famiglia smantellato nel blitz con elicottero, unità cinofila e 30 militari: scoperto anche un falso distintivo della Polizia

Madre e figlia, unite non solo dal sangue ma anche da una gestione professionale dello spaccio, rappresentano il fulcro di un’indagine che ha rivelato quanto il fenomeno del narcotraffico sia diventato una “scelta di vita” condivisa persino nei contesti domestici più insospettabili.

Il blitz con elicotteri e cani antidroga

L’intervento non è stato lasciato al caso. Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Velletri, oltre 30 militari dell’Arma hanno dato vita a un dispositivo massiccio, supportato dal Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare e dalle unità cinofile di Santa Maria di Galera.

Il frastuono delle pale degli elicotteri sopra i tetti di Albano Laziale ha segnato l’inizio della fine per il sodalizio criminale. Le perquisizioni si sono concentrate su due obiettivi principali. Nel primo appartamento, i Carabinieri hanno sorpreso la madre di 42 anni e la figlia di 20 con un vero e proprio tesoro illecito: 251 involucri di cocaina già termosaldati e pronti per la vendita, oltre a marijuana e contanti, frutto evidente di un’attività frenetica e ben organizzata.

La pericolosità del 22enne e il ritrovamento della Smith & Wesson

Mentre le donne venivano condotte nelle aule del Tribunale di Velletri per la convalida, l’attenzione dei militari si spostava sull’abitazione di un giovane complice di 22 anni, anch’egli originario di Albano. Qui, il quadro è apparso ancora più allarmante. Oltre alla cocaina e l’hashish, il ragazzo nascondeva una pistola semiautomatica Smith & Wesson.

L’arma, un pezzo di alta ingegneria bellica, ompleta di 8 proiettili nel caricatore, presentava la matricola abrasa, segno distintivo della provenienza dal mercato nero e dell’intenzione di poterla utilizzare senza lasciare tracce.

Il giallo del distintivo falso

Nello stesso contesto operativo, i Carabinieri hanno svelato un altro tassello singolare quanto inquietante: la denuncia di un 54enne del posto. L’uomo è stato sorpreso in possesso di un distintivo della Polizia di Stato artigianalmente contraffatto con un numero di matricola inciso.

Un dettaglio che apre scenari investigativi sulla possibilità che il soggetto forse affiliato ad una banda, utilizzasse simboli delle istituzioni per compiere furti, estorsioni o per facilitare lo spaccio. All’uomo sono state anche ritirate cautelativamente una pistola e 20 proiettili legalmente detenuti.