(VIDEO) Guerra a falso e raggiri delle tre campanelle: la Polizia Locale di Roma si traveste e incastra 12 truffatori dell’est

Mappatura delle "batterie" criminali e travestimenti per aggirare le vedette, hanno portato alle denunce e migliaia di euro sequestrati nella filiera delle tre campanelle

La Polizia Locale di Roma ha sferrato un colpo durissimo alle bande organizzate dedite alla truffa delle tre campanelle, utilizzando travestimenti inediti per superare i sistemi di vedetta nel centro storico.

Mappatura delle “batterie” criminali e travestimenti per aggirare le vedette, hanno portato alle denunce e migliaia di euro sequestrati nella filiera delle tre campanelle

Nelle ultime ventiquattro ore, la Capitale è stata teatro di una vasta operazione di contrasto al degrado urbano e alla microcriminalità che ha portato alla denuncia di 12 persone. L’attenzione degli agenti si è concentrata sulla cosiddetta truffa delle tre campanelle, un raggiro che si differenzia dal classico gioco delle tre carte per la sua natura fraudolenta.

In questa variante, l’oggetto che il passante deve individuare è una piccola sfera di spugna compressibile. La spugna permette al giocoliere di nascondere e schiacciare la pallina all’interno del palmo della mano con estrema facilità, facendola riapparire sotto una delle coppette metalliche solo quando non vi è una puntata reale. Questo stratagemma rende tecnicamente impossibile per l’ignaro turista vincere la scommessa, trasformando quello che appare come un gioco d’azzardo in una vera e propria attività di scippo legalizzato ai danni dei visitatori meno esperti.

L’organizzazione militare delle batterie criminali

Le indagini condotte dai gruppi della Polizia Locale hanno permesso di mappare con precisione millimetrica le cosiddette “batterie”, ovvero bande composte in larga maggioranza da cittadini dell’est europeo, prevalentemente romeni, che operano con una struttura gerarchica quasi militare. Ogni banda ha ruoli rigidamente assegnati: oltre al giocoliere principale, sono presenti i puntatori, ovvero finti turisti dall’abbigliamento curato ed elegante che fingono di vincere ingenti somme per attirare i passanti.

Attorno a loro ruotano diverse donne che hanno il compito specifico di custodire l’incasso della giornata, sottraendolo rapidamente alla vista in caso di controlli. L’elemento cruciale per la sopravvivenza di questi gruppi è però rappresentato dalle vedette, sentinelle posizionate strategicamente per individuare a distanza l’arrivo dei caschi bianchi, permettendo al gruppo di smontare il banchetto e dileguarsi in pochi secondi tra la folla.

Lo stratagemma degli agenti in maschera

Per superare l’ostacolo delle sentinelle, che ormai conoscevano perfettamente i volti degli agenti delle Unità Organizzative S.P.E. e del Gruppo Primo Centro, la Polizia Locale ha adottato una tattica degna di un film d’azione. I caschi bianchi hanno deciso di operare “in maschera”, utilizzando speciali travestimenti in caucciù in grado di alterare completamente i tratti somatici degli operatori.

Grazie a questo espediente, gli agenti sono riusciti a confondersi tra la massa di turisti e ad avvicinarsi ai truffatori senza essere segnalati dalle vedette. Una volta giunti a pochi centimetri dai banchi improvvisati, i militari hanno potuto intervenire in flagranza di reato, bloccando giocolieri e complici prima che potessero far sparire le prove del reato o il denaro sottratto. Questo approccio innovativo ha permesso di sequestrare oltre duemila euro di proventi illeciti nel giro di una sola giornata, infliggendo un danno economico significativo alle organizzazioni.

La geografia della truffa nel cuore di Roma

L’attività di contrasto ha riguardato i siti di maggior pregio storico e artistico della città, zone parcellizzate dalle bande criminali come se fossero veri e propri territori di caccia privati. I blitz sono scattati in rapida successione a Ponte Sant’Angelo e sulla Terrazza del Pincio, spostandosi poi verso le vie dello shopping e i simboli dell’antichità romana.

Da Via del Corso a Fontana di Trevi, passando per via delle Muratte, Piazza Venezia e l’area dei Fori Imperiali fino al Colosseo, gli agenti hanno passato al setaccio ogni angolo dove solitamente imperversano queste batterie. La pressione costante esercitata negli ultimi trenta giorni ha portato a un bilancio di oltre trenta denunciati, dimostrando la volontà di restituire il decoro a percorsi turistici quotidianamente assediati da raggiri e degrado.

Lotta alla filiera del falso

L’operazione non si è limitata alla sola repressione della truffa delle campanelle, ma si è estesa alla più ampia filiera del falso che alimenta il mercato nero del centro storico. Utilizzando lo stesso stratagemma dei travestimenti, gli agenti della Sicurezza Pubblica Emergenziale hanno effettuato sequestri per migliaia di pezzi di merce contraffatta, colpendo duramente i canali di rifornimento della vendita abusiva. L’impiego coordinato di personale in abiti civili e mascherati ha permesso di disarticolare sistemi di vedetta che per anni avevano garantito l’impunità a venditori e truffatori.

I dodici fermi di queste ore rappresentano solo l’ultimo atto di una lotta senza quartiere che mira a proteggere l’immagine della Capitale e la sicurezza economica di chi la visita, in un momento di altissimo afflusso turistico.