renta famiglie tirano un sospiro di sollievo e trenta pazienti possono continuare a contare su un aiuto concreto in un percorso di cura spesso complesso. La ASL Roma 3 ottiene dalla Regione Lazio la proroga per tutto il 2026 del progetto pilota dedicato ai disabili adulti gravi, confermando un modello assistenziale innovativo e sempre più necessario.
Continuità assistenziale e supporto concreto per pazienti e famiglie. Il progetto della ASL Roma 3 garantisce cure personalizzate e inclusione sociale
Il progetto della ASL Roma 3 prevede la presa in carico attraverso un Progetto Riabilitativo Individuale in regime semiresidenziale, con un elemento fondamentale: il rapporto operatore/utente 1:1. Una soluzione pensata per persone con patologie gravi e disturbi del comportamento, che spesso incontrano difficoltà ad accedere ai centri diurni tradizionali proprio per l’assenza di un’assistenza così personalizzata.
Avviata inizialmente come sperimentazione dal 1° ottobre 2025 al 31 marzo 2026, l’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione dei centri ex art. 26 e al lavoro dei professionisti dei Servizi Disabili Adulti. I risultati ottenuti hanno spinto la Regione Lazio a estendere il progetto della ASL Roma 3 fino al 31 dicembre 2026.
La decisione è arrivata al termine di un incontro presso la sede della ASL Roma 3 di Casal Bernocchi, alla presenza degli assessori alle Politiche Sociali dei Municipi X, XI e XII, delle Consulte per i diritti delle persone con disabilità, delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL e del Direttore Generale Laura Figorilli. Un confronto che ha ribadito l’importanza di fare rete tra istituzioni e territorio.
La proroga garantisce la continuità di servizi essenziali, tra cui anche il trasporto verso i centri e il rientro al domicilio, elementi fondamentali per assicurare stabilità e qualità della vita ai pazienti.
Il progetto della ASL Roma 3 rappresenta anche un sostegno concreto per le famiglie e i caregiver, spesso chiamati a gestire situazioni complesse e impegnative. Avere un servizio strutturato significa alleggerire un carico quotidiano significativo e poter contare su un supporto affidabile.
“Una notizia attesa e dal grande significato sociale oltre che sanitario – ha dichiarato il Direttore Generale della ASL Roma 3, Laura Figorilli –. Confermiamo il nostro impegno nell’assistenza alle disabilità gravi e offriamo un segnale concreto alle famiglie che affrontano ogni giorno sfide difficili”.
La continuità assistenziale, sottolinea Figorilli, non incide solo sugli aspetti clinici, ma anche su qualità della vita, inclusione sociale e rispetto della persona.
L’obiettivo ora è superare la fase di sperimentazione e trasformare l’esperienza della ASL Roma 3 in un modello strutturale, capace di ampliare l’offerta e raggiungere un numero sempre maggiore di utenti. Un passo decisivo verso un sistema più equo, inclusivo e attento ai bisogni delle persone più fragili.

















