Inferno a Rebibbia: rivolta in carcere a Pasquetta, fiamme e devastazione nel nuovo complesso

La cronaca della rivolta a Rebibbia: materassi alle fiamme e reparti distrutti

Rivolta a Rebibbia, i danni

Un lunedì di Pasquetta di fuoco e paura quello vissuto ieri, 6 aprile, all’interno del Nuovo Complesso di Rebibbia. Quella che doveva essere una giornata di festività si è trasformata in poche ore in un teatro di guerriglia tra le mura del carcere romano, culminata con la devastazione di un intero reparto e momenti di altissima tensione per il personale di Polizia Penitenziaria.

La cronaca della rivolta a Rebibbia: materassi alle fiamme e reparti distrutti

L’allarme è scattato intorno alle ore 16:00, quando nelle sezioni A, B e C è stato segnalato un anomalo e preoccupante picco di tensione tra i detenuti. La direzione del carcere ha tentato immediatamente di arginare il rischio disponendo la chiusura degli sbarramenti comunicanti per evitare un’escalation collettiva, ma la misura non è bastata a contenere la furia dei ristretti nella sezione A.

Un gruppo di detenuti ha estratto i materassi dalle celle appiccando incendi che hanno saturato i corridoi di fumo nero e tossico.

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Danni nel carcere Rebibbia Nuovo Complesso

In breve tempo, la situazione è degenerata in una vera e propria devastazione: vetri infranti, arredi distrutti e ambienti comuni resi inagibili.

L’intervento e il ripristino dell’ordine

La macchina dei soccorsi è stata massiccia. Oltre agli agenti già in turno, è stato richiamato d’urgenza tutto il personale in reperibilità.

Operando in condizioni di alto rischio, i poliziotti del carcere di Rebibbia sono riusciti a isolare i focolai e a contenere i rivoltosi.

Solo intorno alle 20:45 la situazione è stata dichiarata sotto controllo. Fortunatamente, nonostante la violenza degli scontri e l’entità dei danni materiali, non si sono registrati feriti tra il personale o tra i detenuti.

Il grido d’allarme del sindacato: «Personale all’osso»

L’episodio riaccende violentemente i riflettori sulle criticità gestionali del sistema carcerario italiano. Gianluca Garau, delegato regionale del sindacato CNPP-SPP, ha rilasciato dichiarazioni durissime in merito allo stato della sicurezza negli istituti.

La sicurezza è seriamente compromessa da scelte organizzative che penalizzano chi resta in servizio – ha affermato il sindacalista – Il continuo distacco di unità verso i nuclei traduzioni e i reparti speciali priva le sezioni di risorse vitali. Nel frattempo, l’organico diminuisce per i pensionamenti non compensati da nuove assunzioni”.

Il plauso al comando e agli agenti

Nonostante l’emergenza, il sindacato ha voluto sottolineare l’eccezionale prova di professionalità fornita dalla catena di comando. Un plauso particolare è stato rivolto al Comandante del reparto, Sarah Brunetti, che ha coordinato le operazioni inizialmente da remoto mentre si trovava fuori regione per le ferie pasquali, per poi rientrare immediatamente in servizio per guidare i propri uomini sul campo.

Esprimiamo apprezzamento per il Comandante e per tutto il personale di Polizia Penitenziaria – conclude Garau – che ancora una volta, con alto senso di responsabilità e spirito di sacrificio, ha sopperito alle gravi carenze dello Stato garantendo l’ordine e l’incolumità pubblica“.