La Veglia di Pasqua interrotta da uno sfregio al Santuario di San Vittorino: un uomo è entrato in chiesa, ha bestemmiato e poi è scappato via.
Il Santuario denuncia lo sfregio e lancia un messaggio di perdono: cosa è accaduto durante la Veglia di Pasqua
Nella notte più importante per i cristiani, quella in cui si celebra la Resurrezione di Cristo, un atto di intolleranza ha turbato la solennità della Veglia Pasquale al Santuario di San Vittorino dedicato a Nostra Signora di Fatima particolarmente caro ai romani.
E’ successo la notte scorsa con grande incredulità dei fedeli e sacerdoti.
Durante l’omelia, mentre il sacerdote stava guidando la comunità nella preghiera, un individuo ha interrotto il momento sacro con un gesto di provocazione: ha urlato una bestemmia e poi è fuggito velocemente, lasciando dietro di sé un silenzio carico di disappunto.
Quello che sarebbe dovuto essere un momento di riflessione, un’occasione per celebrare la speranza e la luce della Resurrezione, è stato interrotto bruscamente da un atto di violenza verbale.
Un gesto che, purtroppo, non è raro in tempi di crescente intolleranza, ma che non ha scalfito il valore profondo della messa, almeno secondo quanto riferito dallo stesso Santuario.
La denuncia e il dolore per l’atto sacrilego
I sacerdoti hanno denunciato lo sfregio e risposto, comunque, a chi lo ha compiuto con un atto di accoglienza: “A te, che hai pensato di esprimere il tuo disprezzo in quel modo, vorrei dire che il coraggio non risiede nel denigrare ciò che è sacro per altri. Il vero coraggio è nel rispetto, nel dialogo, nel confronto pacifico. Non c’è forza nel fuggire dopo aver offeso, ma nel sapersi confrontare con il diverso e nel riconoscere la dignità degli altri, anche quando le opinioni divergono.
Il tuo gesto non ha intaccato la Pasqua, perché questa notte parla di una luce che vince il buio, di un bene che resiste, nonostante la provocazione. La Resurrezione di Cristo, per noi cristiani, è il simbolo di una speranza che non può essere distrutta, un messaggio che continua a brillare, anche di fronte agli atti di offesa.
Ti auguro di poter, un giorno, comprendere la profondità di ciò che hai deriso. E spero che, se mai ne avrai bisogno, tu possa trovare, in quel Santuario che hai sfregiato, un luogo dove essere accolto con comprensione e senza giudizio. Perché la Pasqua, più che un rito religioso, è un invito alla redenzione, alla rinascita e alla pace”.




















