Roma si prepara a una fase nuova e più strutturata per i servizi di bici e monopattini in sharing, con l’avvio di una gara pubblica aggiornata che dovrà sostituire l’attuale affidamento triennale partito nel 2023. La decisione di rivedere le regole nasce da un bilancio fatto dalle istituzioni capitoline sulle criticità emerse nella gestione operativa della micromobilità: dall’uso improprio dei mezzi alle problematiche legate al parcheggio irregolare, fino alle difficoltà pratiche per gli utenti abbonati al servizio Metrebus, che in più di un’occasione hanno visto negate le gratuità di percorrenza oppure sanzioni a causa di veicoli non lasciati in stalli dedicati.
La Capitale organizza nuove aree per la sosta dei mezzi sharing, migliorando decoro, sicurezza e mobilità leggera in città
Pertanto, le biciclette e i monopattini finora lasciati in modo irregolare sui marciapiedi potranno finalmente contare su aree di sosta dedicate, migliorando il decoro urbano e garantendo agli utenti la possibilità di parcheggiare in sicurezza, senza rischiare sanzioni o blocchi da parte dei principali operatori del servizio, tra cui Lime, Bird, Ridemovi e altri.
Al momento, ad aprile 2026, nella Capitale sono state individuate oltre 350 postazioni dedicate ai vari parcheggi sharing per bici e monopattini che dovrebbero tradursi in una forbice compresa tra 350 e 500 stalli totali dislocati in punti strategici della città, con una forte concentrazione nelle zone centrali come via Cola di Rienzo, via del Mascherino, via Andrea Doria e piazzale degli Eroi.
Queste postazioni sono pensate per consentire a chi utilizza i servizi di sharing di bici e monopattini di lasciare i mezzi in spazi appositamente delimitati, evitando che si creino ingombri sui percorsi pedonali o situazioni di pericolo per gli utenti più fragili della strada. La creazione delle aree di sosta ufficiali è stata accompagnata da delimitazioni fisiche, segnaletica e indicazioni chiare su dove i mezzi debbano essere parcheggiati, così da favorire una circolazione più ordinata e rispettosa degli spazi pubblici.
Per rispondere a queste esigenze, il Campidoglio ha costituito un gruppo di lavoro con l’obiettivo di riconsiderare e aggiornare le regole attuali in modo da allinearle anche alle novità del Codice della Strada e alle esigenze concrete di utenti e operatori. L’intento è arrivare a pubblicare un nuovo bando entro i primi mesi dell’anno prossimo, con una procedura competitiva che tenga conto non solo dei criteri tecnici e di sostenibilità, ma anche dell’esperienza fin qui maturata. La manifestazione d’interesse dovrebbe quindi essere aggiudicata in autunno, contestualmente alla scadenza dell’attuale affidamento, consentendo una continuità del servizio e una transizione ordinata verso un modello più efficiente e condiviso di micromobilità urbana.
Questa novità amministrativa si inserisce coerentemente nel quadro più ampio di politiche per la mobilità sostenibile, che includono non solo la creazione di parcheggi dedicati e segnalati per bici e monopattini, ma anche una riflessione complessiva su come questi servizi contribuiscono alla vita quotidiana dei cittadini. Le modifiche alle regole del prossimo bando riguarderanno aspetti tecnici come la distribuzione delle flotte sul territorio, criteri di decoro urbano, gestione delle sanzioni e criteri di assegnazione delle gratuità per chi utilizza titoli di viaggio integrati come Metrebus.
In pratica, l’amministrazione vuole evitare che fenomeni quali parcheggi non autorizzati o mezzi lasciati in aree inappropriate finiscano per creare conflitti con altri utenti della strada o per penalizzare chi usa correttamente il servizio. Un nuovo quadro regolatorio pensato per armonizzare la micromobilità con la mobilità pubblica tradizionale e per assicurare che gestori, utenti e cittadini condividano un set di regole chiaro, sostenibile e funzionale.
Come funziona in Europa
Guardando ad alcune delle principali città in Europa, sempre più capitali stanno adottando regole organizzate per la gestione dei servizi di sharing legati alla micromobilità, con gare pubbliche ben strutturate e criteri chiari per gli operatori. Città come Parigi, Berlino e Barcellona hanno già introdotto normative che definiscono con precisione non solo la distribuzione delle flotte di bici e monopattini, ma anche i criteri di qualità del servizio, le aree di sosta dedicate e i limiti numerici per evitare eccessi in centro città che possano ostacolare pedoni e residenti.
A Parigi, ad esempio, il Comune ha stabilito che almeno 20% dei parcheggi per monopattini e bici debbano essere riservati nelle aree periferiche, così da bilanciare le esigenze di mobilità tra centro e quartieri residenziali. A Berlino, servizi di sharing che svolgono attività nello spazio pubblico devono garantire risorse di rimozione e redistribuzione attive 24 ore su 24, con penalità in caso di mezzi lasciati fuori dalle aree consentite. Anche Barcellona ha fatto una scelta simile, richiedendo che i parcheggi dedicati siano segnalati in modo uniforme e gestiti tramite sistemi digitali che monitorano in tempo reale la presenza dei veicoli.


















