Interrogatori in Procura, la difesa di Caroccia: “Delmastro unico a tendere una mano”

L’avvocato di Caroccia: "Delmastro l'unico ad aver offerto aiuto dopo l'incendio del ristorante, mentre altri lo hanno abbandonato". I Caroccia sono indagati per riciclaggio e legami con il clan camorristico dei Senese

Interrogatori cruciali oggi a piazzale Clodio, dove Mauro e Miriam Caroccia verranno ascoltati dai pm della Dda nell’ambito dell’inchiesta sul riciclaggio e l’intestazione fittizia di beni legati alla società ‘Le 5 Forchette’. L’avvocato difensore Fabrizio Gallo ha rilasciato dichiarazioni, sostenendo che Andrea Delmastro, ora ex sottosegretario alla giustizia e ex azionista della società, è stato l’unico a offrire aiuto a Mauro Caroccia, il quale nel 2019 subì un incendio doloso che distrusse il suo ristorante.

L’avvocato di Caroccia: “Delmastro l’unico ad aver offerto aiuto dopo l’incendio del ristorante, mentre altri lo hanno abbandonato“. I Caroccia sono indagati per riciclaggio e legami con il clan camorristico dei Senese

Gallo ha sottolineato che, nonostante le richieste d’aiuto fatte a numerosi altri, Caroccia è stato abbandonato, rimanendo vittima di numerosi attacchi da parte della criminalità.

Delmastro, che frequentava il ristorante come cliente e ci andava con gli uomini della scorta, è stato l’unico a tendere una mano. Questo è un caso di vittimizzazione da parte della criminalità organizzata”, ha dichiarato l’avvocato.

La verità dai flussi di denaro

Mauro Caroccia, attualmente in carcere per una condanna definitiva di quattro anni per intestazione fittizia dei beni appartenenti ai Senese, e sua figlia Miriam, azionista della società, sono accusati di aver utilizzato la società per “trasferire e reinvestire” i proventi delle attività illecite del clan camorristico. Tuttavia, la difesa contesta le accuse, chiedendo ai magistrati di fornire chiarezza sui flussi di denaro legati al clan.

Se esistessero effettivamente questi flussi, mio cliente non sarebbe mai finito in questa situazione. Non riusciva nemmeno a portare da mangiare ai suoi figli”, ha dichiarato Gallo, contestando le motivazioni alla base delle indagini. La difesa ha inoltre messo in evidenza che l’apertura della società ‘Le 5 Forchette’ da parte dei Caroccia, voluta proprio da Mauro con la figlia Miriam, fosse una mossa per sfuggire alla pressione della criminalità e per cercare una nuova vita.

Diremo ai magistrati che non c’è un centesimo della criminalità organizzata nella società ‘Le 5 Forchette’, non c’entra nulla la famiglia Caroccia, non c’entra nulla la famiglia Senese. I soldi sono stati messi da Delmastro: questo lo chiariremo perché è tutto tracciato”, ha precisato l’avvocato Gallo.

Nel capitale sociale complessivo della Srl di diecimila euro, sono stati versati 2.500 euro, di cui la quota di Miriam Caroccia è 1.250. Se noi muoviamo tutta la criminalità di Roma per questa cifra siamo messi male. Davanti al notaio di Biella lei c’era e sapeva di essere amministratore unico”, ha concluso Gallo.

L’attenzione rimane alta, mentre la Dda continua le sue indagini per fare luce sulle presunte connessioni tra i Caroccia e il clan dei Senese.