Promesse, dimenticanze, omissis: parte la campagna elettorale ma quell’incrocio resta un killer

Mentre in una sala cinematografica di Ostia si lanciava la campagna elettorale del sindaco Roberto Gualtieri, poco distante l’incrocio killer dell’Infernetto rilanciava il tema delle promesse mancate

Anno 2016, incidente tra vetture nello stesso incrocio: un'auto finisce nel dosso

E’ il segno di un karma potente, di una denuncia rabbiosa, di un sintomo ribelle ciò che il caso ha voluto ieri tra Ostia e Infernetto. Mentre in un cinema affollato ma neanche sold out alla corte di re Gualtieri andava in scena la commedia del “faremo e saremo più belli assai“, nello stesso tempo all’Infernetto si consumava l’ennesimo dramma stradale. Un quadrivio che è croce e maledizione di automobilisti “cecati”, dal piede pesante e dal cellulare invadente.

Mentre in una sala cinematografica di Ostia si lanciava la campagna elettorale del sindaco Roberto Gualtieri, poco distante l’incrocio killer dell’Infernetto rilanciava il tema delle promesse mancate

Tra via di Castelporziano e via Cilea, ieri, come pure ieri l’altro e mesi, anni, lustri addietro, auto finite nei canali o contro i pini (poi abbattuti perché accusati di limitare la visibilità, sebbene fossero un freno alla pazzia del “pilota” di turno), bus schiantati con i passeggeri finiti dritti in ospedale, suv ribaltati e Panda schiacciate: sono questi gli episodi di quarant’anni di cronaca con un unico comune denominatore. Finora nulla è stato fatto per limitare i danni.

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Anno 2015, scontro tra bus e auto all’incrocio tra via Cilea e via di Castelporziano: diversi feriti tra i passeggeri

Qualche passata di vernice, qualche cartello di stop gigante puntualmente abbattuto, ma nessun intervento risolutivo. Eppure si erano promessi semafori, dissuasori, dossi, visibilità migliorata. Comitati di quartiere inascoltati e pedoni abbandonati al loro destino, oggi come ieri. Un ragazzo di tredici anni investito sul marciapiede della sua scuola: parrebbe incredibile, invece è prevedibilissimo, visti i precedenti. Di soluzioni ce ne sono tante.

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Gli effetti dell’incidente alla Mozart dell’Infernetto: se fosse successo in orario d’entrata o di uscita dalla scuola, sarebbe stata una strage – canaledieci

Mentre a Cineland si rimetteva in moto la macchina della propaganda fondata su faremo, opereremo, miglioreremo, daremo un futuro di luce e mentre un assessore locale più che distratto prometteva l’ennesimo intervento risolutore di messa in sicurezza, la città reale continuava a restare vittima di pericoli ben chiari. Certo, chi guida con imprudenza e sfrontatezza, ha la sua parte grave di responsabilità. Ma chi si volta dall’altra parte pur avendo il potere di agire concretamente, non è meno colpevole. E resta, soprattutto, regista silenzioso di film noir per la coscienza già visti nelle vite stroncate di Giulia Aubry e Noemi Carrozza.

Mino Ippoliti
Fotoreporter