La polizia di Roma Capitale e Andrea Lunerti in azione per liberare un capriolo da un parco pubblico (VIDEO)

La polizia di Roma Capitale e Andrea Lunerti, esperto di sicurezza uomo animale, in azione per liberare un capriolo prigioniero di un parco urbano

Liberare un capriolo prigioniero di un parco pubblico. Verrebbe da pensare alle Alpi o agli Appennini e, invece, è accaduto nella zona periferica della Marcigliana nel quadrante est della capitale, quartiere di Talenti.

La polizia di Roma Capitale e Andrea Lunerti, esperto di sicurezza uomo animale, in azione per liberare un capriolo prigioniero di un parco urbano

L’emergenza è scattata in via Dario Niccodemi, nei pressi dell’incrocio con via Riccardo Bacchelli, dove un giovane esemplare di questa specie di ungulati era finito all’interno di un giardino attrezzato anche con un’area giochi per bambini, forse alla ricerca di cibo, e non riusciva più a trovare il modo per tornare indietro.

Sul posto si sono portati gli agenti della polizia locale di Roma Capitale che, attraverso la sala operativa, hanno contattato Andrea Lunerti, esperto di sicurezza uomo animale coadiuvato sul posto anche dai carabinieri forestali del Nucleo di Roma Natura.

La rete anti mustelide

Un problema di non facile soluzione a causa del fatto che i caprioli, soprattutto quando sono spaventati, raggiungono velocità prossime ai sessanta chilometri orari e, per lo spavento dovuto all’applicazione di tecniche di cattura sbagliate, possono andare incontro a crisi cardiache e morire per la paura.

Mi sono trovato di fronte a un caso insolito e con me -racconta Lunerti- non ho tutta la dotazione utile ad affrontare le innumerevoli emergenze che si possono verificare in natura. Quindi, come mi è già capitato qualche volta in passato ricorro all’arte dell’improvvisazione”.

Intanto i vigili urbani avevano chiuso tutti gli accessi al parco per evitare che l’animale uscisse dal lato strada mettendo in pericolo se stesso e gli automobilisti di passaggio. A quel punto mi sono procurato una rete anti mustelidi che serve a proteggere avicoli come le galline dai loro più tipici predatori”.

La rete, collocata in basso per nasconderla all’arrivo dell’animale, sarebbe stata alzata all’ultimo per fermarlo anche nel caso in cui avesse deciso di ricorrere a un salto che avrebbe potuto arrivare a tre metri da terra.

Gli agenti, su indicazione di Andrea Lunerti, si sono disposti a cuneo a una distanza di circa cinque metri l’uno dall’altro, per creare un cordone utile a indurre il capriolo a muoversi in direzione della trappola.

Per fortuna non c’è stato bisogno di procedere con le modalità immaginate -prosegue lo specialista- anche se avevamo a disposizione un veterinario che si è offerto di praticare un sedativo al capriolo per poi spingerlo all’interno di un box chiuso e buio dove si sarebbe sentito più tranquillo. Alla fine, infatti, l’ungulato è riuscito a trovare la strada per allontanarsi dal parco passando su un cordolo che gli ha permesso di allontanarsi da solo sfruttando le sue straordinarie capacità acrobatiche”.

E chissà se si è diretto verso il parco della Marcigliana, una delle tante zone verdi di Roma dove la natura si sta riprendendo i suoi spazi. Il progressivo abbandono dell’agricoltura e la costante riduzione delle aree destinate alle coltivazioni stanno favorendo l’espansione delle aree boschive in cui le specie selvatiche ritrovano il loro habitat naturale.

Si tratta di corridoi faunistici all’interno dei quali questi esemplari si spostano, anche per sottrarsi all’azione dei loro predatori -sottolinea Lunerti- spazi in cui gli animali si spostano, intersecando vie provinciali, statali, aree urbane e giardini pubblici correndo pericoli ed esponendo a rischi anche la circolazione stradale, perché quando attraversano lo fanno istintivamente. Compiono balzi incredibili che non danno tempo a chi guida di rallentare e può capitare che finiscano per schiantarsi sul parabrezza esponendo al rischio di lesioni anche chi si trova nell’abitacolo”.