Guerra alle discariche a cielo aperto all’Infernetto. Marchesi: “C’è amianto e l’ente locale non ha mai pulito”

Guerra alle discariche a cielo aperto all’Infernetto. La denuncia dell’ex presidente della Commissione lavori pubblici del X Municipio

Guerra alle discariche a cielo aperto all’Infernetto dove ce n’è una che si autorigenera a due passi dall’area protetta, sia a causa dell’inciviltà di chi vi getta rifiuti di tutti i generi, ma anche per l’assoluta mancanza di interventi da parte dell’amministrazione locale.

Guerra alle discariche a cielo aperto all’Infernetto. La denuncia dell’ex presidente della Commissione lavori pubblici del X Municipio

Questo tratto di strada ad alto tasso di inquinamento ambientale ha iniziato a formarsi dodici anni fa e più la si pulisce, più nottetempo vengono a insozzarla. Ma l’amministrazione di centrosinistra è l’unica che qui non si è mai vista. Credo non sia possibile nel 2026 vedere una cosa del genere. Un anno fa andò a fuoco forse incendiata da chi, esasperato, ha pensato in quel modo di farla sparire”, protesta Piefrancesco Marchesi presidente del Comitato Spontaneo ‘Più pini per l’Infernetto’.

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Perfino la giunta a guida pentastellata l’ha ripulita un paio di volte e io, quando presiedevo la commissione Lavori Pubblici del X Municipio tra il 2008 e i 2013, ho fatto ben quattro interventi per eliminare materiali oggettivamente pericolosi per la salute umana. Nei prossimi giorni avrò un incontro con il Comitato sul verde per organizzare una forma permanente di protesta anche tramite sit in”.

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Il suo sguardo si perde tra materassi, pezzi di legno, calcinacci ma anche pericolosissime lastre di Eternit un tempo molto diffuse negli edifici residenziali del quartiere adagiato alle porte del litorale e abbandonate illegalmente per risparmiare sui costi di smaltimento dell’amianto.

Un campo di battaglia

Sembra di trovarsi in mezzo a un campo di battaglia, guardando come è ridotto il tratto di via Salorno situato tra via Torcegno e via Dobbiaco ma che, per l’ente locale guidato da Mario Falconi, non è stato sinora degno di alcuna attenzione.

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Un disinteresse che fa il paio con quello manifestato in occasione della riunione che si è svolta nei giorni scorsi presso la locale parrocchia di San Tommaso dove Marchesi aveva invitato anche il presidente del X Municipio per consegnargli le 14mila firme raccolte per la risistemazione del viale di Castel Porziano, dove i ceppi dei pini abbattuti malamente sono ancora lì, lungo viale di Caste Porziano.

Uccisi sì dall’azione devastante della cocciniglia tartaruga, ma anche dall’incuria di chi avrebbe dovuto somministrargli a tempo debito le terapie adeguate, peraltro disponibili a basso costo.

Inutile dire che nessuno dell’ente locale ha risposto all’invito che gli è stato rivolto ma Pierfrancesco Marchesi è ancora più determinato perché il chaier des doleances che ha iniziato a compilare verrà aggiornato senza sosta anche in previsione delle elezioni amministrative del 2027.

Il X Municipio è assente su tanti capitoli importantissimi per i residenti e non del territorio, torneremo anche sulla questione del mare di Ostia e su come sono state gestite le spiagge augurandomi che la fine di questa consiliatura si risolva in tempi brevi”.

L’esponente di Forza Italia punta il dito anche sui discutibili criteri con cui è stata effettuata la risistemazione delle strade degradate da pioggia e maltempo in molte zone dello stesso quartiere.

Lo scandalo dei fondi utilizzati per riparare le strade

L’estate scorsa sono stati spesi 250mila euro di fondi pubblici per riasfaltare via Torcegno e via Ponte Gardena e dopo pochi mesi -incalza Marchesi– ci ritroviamo con le strade già retinate da spaccature all’interno delle quali filtra l’acqua piovana che poi ci scava le buche. Non è accettabile anche perché si tratta di un utilizzo indebito del danaro pubblico”.

Ma ci sono tante altre situazioni rimaste senza replica da parte del X Municipio daremo luogo -conclude Marchesi- ad atti di denuncia con cadenza giornaliera per segnalare tutto ciò che non va”.

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