Un’azione incisiva contro il degrado urbano che attanagliava un terreno pubblico in una zona nevralgica della Capitale. è stata messa in atto in queste ore, durante un’operazione interforze che ha portato alla luce una vera e propria cittadella abusiva, concentrata nell’area compresa tra via Verrio Flacco e via Arce, situata a ridosso della Stazione Prenestina. Qui, tra la vegetazione incolta e la polvere, era sorto un insediamento precario che metteva a rischio la sicurezza dell’intero quadrante.
L’insediamento della vergogna a due passi dai binari della stazione: capanne e baraccopoli erano sorte in un terreno pubblico. Complessa bonifica per rimuovere tonnellate di masserizie
L’azione coordinata ha visto l’impiego massiccio di diverse pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale. In prima linea sono scesi gli agenti del Reparto Nae (Nucleo Assistenza Emarginati) del V Gruppo Prenestino, specializzati nella gestione di realtà complesse legate all’occupazione di suolo pubblico. L’intervento non è stato isolato: al fianco dei caschi bianchi hanno operato le unità della Polizia di Stato del Commissariato Tor Pignattara, garantendo una cornice di sicurezza durante tutte le fasi dello sgombero.
Al momento dell’irruzione, nell’area sono stati rintracciati quattro occupanti, tutti di nazionalità romena. Si tratta di soggetti già noti alle autorità , essendo stati denunciati in passato per il reato di occupazione abusiva.
Nonostante i precedenti, la Sala Operativa Sociale è intervenuta per offrire assistenza alloggiativa alternativa. Secondo quanto riportato, tre dei quattro occupanti hanno accettato l’aiuto delle istituzioni, avviando così un percorso di reinserimento sociale lontano dalla precarietà della strada.
Una struttura di fortuna tra legno e fango
Ciò che gli agenti hanno trovato una volta varcata la soglia invisibile dell’insediamento è stato un labirinto di strutture fatiscenti. Sono stati rimossi circa una decina di alloggi di fortuna, costruiti con materiali di recupero. La cittadella si componeva di un mix eterogeneo di tende da campeggio logore, capanne instabili e strutture più rigide realizzate interamente in legno.
Queste costruzioni non solo rappresentavano un insulto al decoro urbano, ma costituivano un grave pericolo per l’incolumità stessa degli occupanti. La fragilità del legno utilizzato e la vicinanza a materiali infiammabili rendevano l’area una potenziale trappola in caso di incendio, rischio purtroppo frequente in questo genere di insediamenti abusivi a ridosso delle stazioni ferroviarie.
I rischi ambientali e la minaccia per la stazione
La vicinanza alla Stazione Prenestina amplificava la criticità della situazione. Un insediamento di tale portata, sommerso da tonnellate di rifiuti e masserizie, generava rischi sanitari immediati. L’accumulo incontrollato di scarti alimentari e rifiuti solidi urbani favoriva la proliferazione di parassiti e roditori, a pochi metri dai binari e dai punti di passaggio dei pendolari.
Inoltre, la presenza di “tonnellate di rifiuti” costituiva un danno ambientale persistente per il terreno pubblico occupato. Le operazioni di bonifica iniziate ieri con l’ausilio di operatori e mezzi speciali Ama hanno evidenziato la profondità del problema: la quantità di detriti è talmente ingente che le attività di pulizia non si esauriranno in una singola giornata.
Bonifica e ripristino del territorio
Sebbene l’insediamento sia stato fisicamente smantellato, la ferita nel tessuto urbano richiederà tempo per rimarginarsi. Le autorità hanno confermato che le attività di bonifica e pulizia radicale dell’area tra via Verrio Flacco e via Arce proseguiranno per le prossime settimane. La rimozione delle masserizie accumulate richiederà un impegno costante dei mezzi Ama per smaltire correttamente ogni tipo di rifiuto estratto dal sottosuolo e dalla superficie. L’obiettivo finale resta il ripristino totale del decoro in un quadrante che per troppo tempo è rimasto nell’ombra dell’illegalità .


















