Ha del drammatico oltreché assurdo la vicenda di Alessandra e Piero, legittimi proprietari di un appartamento, a Laurentina, che rientrano in casa in un orario insolito per recuperare i propri cani e si trovano di fronte a una scena surreale. Un uomo con il capo coperto da un cappuccio stava tentando di forzare la serratura utilizzando un trapano. L’individuo, lungi dal fuggire, ha poi sostenuto con fermezza che l’abitazione fosse di sua proprietà, tentando di respingere i padroni di casa.
Il caso sollevato da Simone Carabella del senza fissa dimora a Laurentina, che elegge a residenza la proprietà di una coppia romana
Solo la presenza tempestiva della coppia aveva evitato che l’appartamento venisse occupato materialmente, ma quello che sembrava un tentativo di furto o occupazione abusiva sventato, si è rivelato solo l’inizio di un incubo burocratico.
Il paradosso del falso contratto di affitto
Il caso, portato all’attenzione pubblica da Simone Carabella, ha assunto contorni inquietanti quando Piero e Alessandra hanno scoperto che l’uomo non si era limitato al tentativo di scasso. L’individuo è riuscito a registrare ufficialmente un contratto di locazione presso l’Agenzia delle Entrate.
Secondo questo documento fraudolento, il legittimo proprietario (Piero) risulterebbe essere l’inquilino, debitore verso il sedicente proprietario di una somma pari a 2.000 euro mensili a titolo di affitto. L’assurdità del sistema ha permesso all’uomo di fissare addirittura una scadenza ultimativa per il pagamento proprio per la data odierna, il 25 marzo, minacciando azioni legali in caso di mancato versamento della somma.
Le falle del sistema telematico dell’Agenzia delle Entrate
A rendere possibile una situazione tanto estrema, secondo le testimonianze delle vittime, sarebbe stata una vulnerabilità nelle procedure di registrazione degli atti. Come spiegato dal proprietario, il sistema dell’Agenzia delle Entrate permetterebbe di inviare richieste di trascrizione di atti per via telematica inserendo semplicemente i dati personali e il codice fiscale delle parti coinvolte.
Nella modalità online, il sistema non richiederebbe la verifica immediata di documenti ufficiali di proprietà o identità validati, controlli che invece vengono effettuati rigorosamente solo durante le procedure in presenza presso gli uffici fisici. Un’asimmetria tra controlli digitali e fisici, che ha consentito al soggetto di generare una parvenza di legalità dietro la quale trincerarsi.
La residenza fittizia e il profilo del sedicente proprietario
L’uomo coinvolto risulta peraltro essere un senza fissa dimora di origine straniera, precedentemente titolare di una residenza comunale fittizia in via Modesta Valente (indirizzo virtuale utilizzato dal Comune di Roma per i senzatetto).
Tuttavia, il profilo dell’individuo presenta elementi contraddittori: l’uomo è in possesso di un codice IBAN e di un conto corrente regolarmente attivo, strumenti necessari per ricevere i bonifici degli affitti. Questi dettagli stanno alimentano il forte sospetto che l’uomo non stia agendo da solo, ma che sia il braccio operativo di un’organizzazione criminale strutturata che seleziona immobili e istruisce soggetti indigenti su come sfruttare le pieghe della burocrazia italiana per estorcere denaro ai proprietari.
Le spese legali a carico delle vittime
Oltre al danno e allo stress psicologico di vedere la propria dimora violata, Piero e Alessandra si trovano ora a dover affrontare un onere economico ingiustificato. Per disdire il falso contratto di affitto e ripristinare la verità dei fatti nei registri pubblici, i legittimi proprietari devono avviare procedure legali e amministrative i cui costi sono a loro carico, per “liberare” la propria casa da un vincolo contrattuale mai sottoscritto.
L’assurda pretesa dell’occupante: “Ho vinto un bando per questa casa”
La vicenda della Laurentina si è arricchita di dettagli paradossali, quando l’uomo ha asserito di aver vinto un bando comunale che gli assegnerebbe l’immobile per 78 anni a soli 100 euro mensili. Millantando un diritto inesistente, l’individuo ha giustificato il tentativo di scasso con un fabbro affermando che il Comune, pur avendogli assegnato l’alloggio, non gli avrebbe fornito le chiavi.
In possesso di documentazione sensibile dell’appartamento, il sedicente inquilino ha così ribaltato i ruoli, facendo figurare i legittimi proprietari come subaffittuari. Ora, Alessandra e Piero hanno richiesto un incontro diretto con il soggetto per tentare di sbrogliare questa incredibile rete di menzogne e burocrazia incredibile.
Le reazioni e l’allarme per esistenza di una “cupola delle occupazioni”
La vicenda ha sollevato un coro di polemiche dalle associazioni a tutela della proprietà privata denunciano un’insostenibile fragilità del sistema, che sembra quasi tutelare più l’occupante o il truffatore che il cittadino onesto. Resta intanto l’allarme sociale per la possibile esistenza di una “cupola delle occupazioni” che, dopo aver fallito la presa fisica degli immobili, tenta la via della “truffa documentale” per estorcere denaro ai legittimi proprietari.


















