La magistratura contabile del Lazio ha avviato un’istruttoria approfondita per fare luce sull’acquisto dei terreni situati a Santa Palomba e destinati alla costruzione del nuovo termovalorizzatore di Roma. Al centro dell’accertamento, condotto dal vice procuratore Claudio Mori, vi è l’ipotesi di un rilevante danno erariale derivante da un prezzo di compravendita giudicato fuori mercato.
Terreni di Santa Palomba per il termovalorizzatore, tra vincoli paesaggistici e costi fuori mercato: sotto accusa il passaggio di proprietà tra società private e l’azienda municipale
Secondo le ricostruzioni della Procura contabile, i terreni sarebbero stati pagati circa 7,5 milioni di euro, una cifra che appare quasi raddoppiata rispetto ai 4 milioni preventivabili secondo le stime correnti. L’indagine scaturisce da esposti presentati dall’ex sindaca Virginia Raggi e dalla consigliera Carla Canale, che avevano segnalato anomalie nelle procedure di valutazione e acquisto già nelle fasi iniziali dell’iter amministrativo.
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I soggetti coinvolti e le contestazioni del Pm contabile
Nell’ambito dell’inchiesta, sono state invitate a fornire spiegazioni 14 persone che hanno ricoperto ruoli chiave nelle decisioni di Roma Capitale e di Ama Spa. Tra i destinatari dell’invito, figurano l’ex presidente di Ama Daniele Pace, gli ex membri del Cda Luana Labonia ed Elisabetta Ferrari, e Paolo Aielli, all’epoca direttore delle Partecipate.
Sono coinvolti anche i componenti del collegio sindacale di Ama, tra cui Antonio Mastrangelo, Maria Andreina Angrisani e Marco Desideri, oltre ai membri della commissione di valutazione che diede il via libera tecnico all’operazione. L’accusa ipotizza che la condotta di questi soggetti, attraverso azioni od omissioni gravemente colpose, abbia permesso alle società venditrici (Immobiliare Palmiero srl e For Edil srl) di ottenere un ingente profitto a danno delle casse pubbliche.
I rapporti tra le due società coinvolte nella vendita
Un punto nodale dell’inchiesta riguarda i rapporti tra le due società private coinvolte nella vendita. La documentazione della Corte dei Conti descrive quello che viene definito un “ampio disegno” finalizzato ad aumentare artificiosamente il prezzo del terreno.
In particolare, gli investigatori si soffermano sullo scioglimento di un precedente preliminare di vendita tra la For Edil srl e la Immobiliare Palmiero srl, che avrebbe previsto il pagamento di un corrispettivo di 1 milione e 350mila euro non dovuto, poiché il termine essenziale era già scaduto. Secondo il Pm contabile, questo accordo tra privati sarebbe stato finalizzato esclusivamente a giustificare il prezzo esorbitante richiesto ad Ama, configurando una manovra che gli organi di controllo della municipalizzata avrebbero dovuto rilevare.
Le criticità urbanistiche e strutturali dell’area
Oltre al profilo strettamente economico, le indagini e le denunce politiche sollevano dubbi sulla reale idoneità dei terreni di Santa Palomba. Fabrizio Santori, capogruppo della Lega, ha sottolineato come già nel 2022 fossero state presentate interrogazioni parlamentari rimaste senza risposta.
Secondo l’opposizione, l’area non sarebbe un terreno industriale “puro”, ma comprenderebbe porzioni classificate come verde pubblico e fasce di rispetto soggette a vincoli paesaggistici che ne limitano drasticamente l’utilizzo. Il sospetto è che Roma abbia pagato a prezzo pieno un’area che, a causa di tali limitazioni strutturali, avrebbe dovuto avere un valore commerciale sensibilmente inferiore.
Il dibattito politico: le ragioni dell’opposizione
La vicenda ha riacceso lo scontro in Assemblea Capitolina. Il Movimento 5 Stelle ha accolto con favore l’intervento della magistratura, ribadendo che la trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche è un dovere imprescindibile verso i cittadini. Per i pentastellati in sostanza, il prezzo era apparso sin da subito sproporzionato rispetto alle stime precedenti. Le opposizioni chiedono ora che Ama metta a disposizione tutta la documentazione per verificare ogni singolo passaggio della transazione.
AMA difende la regolarità dell’acquisto
AMA Spa esprime piena fiducia nella magistratura contabile, confermando la totale correttezza della procedura per il terreno del termovalorizzatore. L’azienda precisa che l’iter è stato avviato nel giugno 2021, sotto la precedente consiliatura, e che il prezzo di 75 euro al metro quadro è rimasto invariato sin dall’offerta iniziale.
La scelta del sito di Santa Palomba è stata confermata nel 2022 per l’idoneità industriale dell’area e la strategica vicinanza alle infrastrutture ferroviarie, garantendo tempi rapidi per l’opera. AMA sottolinea inoltre che la congruità del valore d’acquisto è stata certificata dalla società Intellera, selezionata tramite gara Consip, ribadendo la piena legittimità tecnica ed economica dell’intera operazione immobiliare.
La linea del Campidoglio ora, è naturalmente quella della massima collaborazione con la Corte dei Conti, con la certezza della correttezza dell’azione amministrativa. Anche Alessio D’Amato si è schierato contro il blocco dell’iter, definendo irresponsabile l’idea di fermare il termovalorizzatore. Secondo il segretario romano di Azione, l’impianto è l’unico strumento per sottrarre Roma al ricatto delle discariche e ridurre la Tari, oggi tra le più alte d’Italia a causa dei costi di trasferimento dei rifiuti verso i termovalorizzatori del Nord Italia e dell’Europa.
















