L’Infiorata di Gerano torna in tutta la sua maestosità. Domenica 26 aprile 2026, il piccolo borgo di mille abitanti a 50 km da Roma, si trasformerà in un immenso quadro floreale per ospitare la 297ª edizione dell’Infiorata, la più antica in Italia. Un appuntamento che ha radici secolari e che rappresenta un momento di unione e fede per l’intero borgo.
L’Infiorata di Gerano, la più antica d’Italia, trasforma il borgo in un capolavoro di petali e foglie, rendendo omaggio alla Madonna del Cuore e affrontando temi di fede e attualità
Quest’anno, la manifestazione sarà dedicata alla Madonna del Cuore, la cui venerata immagine è custodita nella Chiesa di Santa Maria Assunta.
Ma non si tratta solo di una festa religiosa: l’Infiorata è un momento di forte identità culturale e sociale, che coinvolge il paese in un’opera d’arte collettiva realizzata esclusivamente con petali e foglie, senza l’utilizzo di terre colorate.
Ogni anno, l’intera piazza si trasforma in un immenso tappeto floreale, una vera e propria opera d’arte che lascia senza fiato.
Il processo creativo: una notte di lavoro intenso
La magia dell’Infiorata inizia nella notte tra sabato e domenica, quando i maestri infioratori, insieme a numerosi volontari di tutte le età, si ritrovano nelle cantine del borgo per preparare i quadri floreali. Con abilità e dedizione, realizzano i disegni che, il giorno dopo, trasformeranno le strade di Gerano in un palcoscenico di colori vibranti e simboli sacri.
Una tradizione che affonda le radici nel XVIII secolo

Le origini di questa tradizione risalgono al 1729, quando due gesuiti portarono a Gerano un quadro settecentesco della Madonna del Cuore, dipinto dal pittore Sebastiano Conca. La leggenda vuole che ogni tentativo di portare via l’immagine sia stato impedito da una pioggia improvvisa, interpretata dalla popolazione come un segno che la Madonna volesse rimanere nel paese.
La “Calata” e la “Sciarrata”: i momenti più attesi della festa
Il sabato precedente l’Infiorata si celebra la “Calata”: il quadro della Madonna viene rimosso dalla parete della chiesa e preparato per la processione. La domenica, il corteo sacro attraversa il tappeto floreale, in un’atmosfera di preghiera e devozione, mentre i fedeli si fermano a contemplare la bellezza dei quadri.
Il momento culminante della giornata, tuttavia, è la “Sciarrata”, quando i bambini (e non solo) si divertono a correre tra i petali, smantellando i tappeti con gioia, in un’atmosfera di festa e spensieratezza, per concludere la giornata con un suggestivo spettacolo di fuochi d’artificio.
Il sostegno delle istituzioni per un evento che cresce di anno in anno
“L’Infiorata di Gerano è un evento che merita di essere sostenuto e valorizzato. Ogni anno attira visitatori da tutta Italia, e noi come istituzioni regionali e nazionali siamo orgogliosi di supportare questa tradizione che rappresenta un fiore all’occhiello per il Lazio”, hanno dichiarato Andrea Volpi, deputato di Fratelli d’Italia e Sindaco di Lanuvio, Marco Bertucci ed Emanuela Mari, rispettivamente Presidente della Commissione Bilancio e Presidente della Commissione Affari europei e internazionali, dopo la presentazione di ieri nella Sala del Tevere della Regione Lazio.
Secondo i rappresentanti istituzionali, eventi come questo sono fondamentali per mantenere vive le tradizioni locali e per trasmettere alle nuove generazioni il valore del lavoro condiviso e della comunità.

















