Truffa del finto nipote in trasferta a Colleferro: arrestati in due dai carabinieri

Truffa del finto nipote in trasferta si scontra con la determinazione di un’anziana donna di Colleferro

Avevano organizzato una truffa del finto nipote partendo da lontano e arrivando a Colleferro con l’obiettivo di estorcere soldi agli anziani del luogo.

Truffa del finto nipote in trasferta si scontra con la determinazione di un’anziana donna di Colleferro

I fatti risalgono a venerdì scorso 20 marzo quando un 40enne e un giovane di appena 19 anni di origini catanesi, ed entrambi già noti alle forze dell’ordine, sono arrivati nel Lazio per mettere a segno l’ennesimo colpo ai danni di una persona anziana, sfruttando quella miscela di urgenza emotiva e fiducia familiare che è il cuore di questa truffa.

Il telefono aveva squillato, dall’altra parte una voce contraffatta dal pianto simulava un’emergenza disperata. Ma era il classico inizio di un copione studiato per colpire dritto al cuore e al portafoglio di una persona della terza età. Ma questa volta, a Colleferro, la recita dei truffatori è andata a cozzare contro la prontezza di spirito di una signora ha trasformato i predatori in prede.

Il piano fallito

La tecnica utilizzata dai malviventi è quella, tristemente nota, come truffa del “finto nipote”. Un sedicente parente in gravi difficoltà chiede somme urgenti di denaro per risolvere un problema legale o sanitario.

Tuttavia, l’anziana vittima ha immediatamente intuito l’inganno. Con un sangue freddo non comune, ha interrotto la comunicazione e ha contattato i carabinieri della Compagnia di Colleferro, che da tempo presidiano il territorio proprio per contrastare questo odioso fenomeno.

L’intervento dei militari del Nucleo Operativo è stato immediato. Grazie alla segnalazione tempestiva, i militari dell’Arma sono riusciti a intercettare i due malviventi prima che potessero dileguarsi o tentare un nuovo approccio. Si tratta di due “trasfertisti”, cioè di soggetti che si spostano abitualmente dalle proprie zone di residenza per colpire in territori meno presidiati, sperando nell’anonimato.

Le prove nei cellulari

Il fermo dei due uomini ha portato alla luce prove schiaccianti. Durante la perquisizione, gli inquirenti hanno rinvenuto due telefoni cellulari all’interno dei quali erano presenti messaggi e conversazioni che ricostruivano, passo dopo passo, l’intera impalcatura criminale. Queste tracce digitali rappresentano oggi un pilastro fondamentale per l’accusa, delineando un modus operandi seriale e organizzato.

Oltre ai dispositivi utilizzati per la tentata truffa, i controlli hanno riservato un’ulteriore sorpresa: i due uomini sono stati. infatti, trovati in possesso di hashish e marijuana. Una circostanza che ha aggravato la loro posizione portando a una segnalazione per detenzione di sostanze stupefacenti alla Prefettura di Roma.

Il reato contestato

Al termine degli accertamenti di rito, i due sono stati poi denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri per tentata truffa aggravata e nei loro confronti sono state avviate le procedure per il foglio di via obbligatorio: se la misura verrà confermata, a entrambi sarà precluso l’accesso al comune di Colleferro per diversi anni, neutralizzando così eventuali ulteriori condotte illecite in zona.

L’operazione rientra nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione e controllo intensificata dai Carabinieri. In un reato nel quale spesso domina il senso di vergogna della vittima, la reazione della cittadina di Colleferro rappresenta una vittoria esemplare. La sinergia tra la lucidità del cittadino e la prontezza dell’Arma resta, ancora una volta, l’arma più affilata contro chi lucra sulla vulnerabilità altrui.

E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona denunciata, fermata, arrestata, indagata, rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.