Blitz alle case ATER del Corviale: nei box, officine, sale giochi e cancellate abusive per privatizzare aree comuni (VIDEO)

Maxi operazione di Polizia di Stato e Polizia Locale: sigilli a officine meccaniche e sale giochi abusive nelle case ATER. Scoperto un labirinto di cancelli illegali per privatizzare le aree pubbliche

Le luci dell’alba hanno illuminato un dispiegamento massiccio di forze dell’ordine tra i piloni di cemento del “Serpentone”, dando il via a un maxi intervento in uno dei quartieri simbolo della periferia romana. Gli agenti della Polizia di Stato, insieme agli uomini dell’XI Gruppo Marconi della Polizia Locale e al personale tecnico dell’ATER, hanno setacciato i complessi di edilizia popolare per smantellare un’architettura abusiva fatta di cancelli, barriere e locali trasformati senza titolo in officine e circoli abusivi.

Maxi operazione di Polizia di Stato e Polizia Locale: sigilli a officine meccaniche e sale giochi abusive nelle case ATER. Scoperto un labirinto di cancelli illegali per privatizzare le aree pubbliche

L’operazione non si è limitata alla semplice verifica amministrativa, ma ha puntato a scardinare un sistema di appropriazione indebita del suolo pubblico che limitava anche la libertà di movimento dei residenti onesti, restituendo alla collettività aree che erano state trasformate in veri e propri fortini privati.

Il labirinto di ferro e la privatizzazione dei passaggi

Uno dei dettagli più inquietanti emersi durante i sopralluoghi riguarda la scoperta di un intricato sistema di cancellate metalliche installate abusivamente per delimitare spazi comuni. Queste strutture, vere e proprie barriere architettoniche illegali, venivano utilizzate per sottrarre corridoi, ballatoi e aree di transito all’uso pubblico, trasformandoli in “labirinti” accessibili solo a pochi eletti.

In molti casi, gli agenti si sono trovati di fronte a posti auto riconvertiti in depositi blindati, protetti da strutture non autorizzate che impedivano persino le normali attività di manutenzione del complesso. La rimozione forzata di queste protezioni ha richiesto ore di lavoro, simboleggiando la rottura di un isolamento auto-imposto che alimentava il degrado e l’illegalità diffusa all’interno delle mura del Serpentone.

L’officina dei veleni e la sala giochi fantasma

L’ispezione si è poi spostata nei sotterranei e nei piani pilotis, dove la creatività criminale aveva trasformato i box condominiali in attività produttive completamente sommerse. In Largo Pio Fedi, i Carabinieri hanno apposto i sigilli a un’officina meccanica abusiva ricavata dall’unione di più posti auto.

All’interno non sono stati trovati solo attrezzi e pezzi di ricambio di dubbia provenienza, ma anche un accumulo pericoloso di rifiuti speciali gestiti in totale spregio delle normative ambientali, mettendo a rischio la salute degli inquilini dei piani superiori.

Poco distante, un altro locale di proprietà comunale era stato convertito in un circolo privato “all-inclusive”, dotato di biliardi, sala giochi e un punto ristoro per la somministrazione di cibi e bevande, il tutto privo di qualsiasi licenza sanitaria o autorizzazione commerciale.

Allacci abusivi e il bilancio giudiziario dell’operazione

Il blitz ha fatto luce anche sulla gestione delle utenze, rivelando come il parassitismo ai danni della rete pubblica fosse una pratica consolidata in alcuni settori del complesso. In due distinti appartamenti, gli operatori hanno accertato il furto di energia elettrica effettuato tramite allacci diretti alla rete condominiale, un reato che non solo danneggia economicamente l’ente gestore ma rappresenta un grave rischio di incendio per l’intera struttura.

Al termine della giornata, l’Autorità Giudiziaria ha convalidato i sequestri preventivi delle aree e dei manufatti, mentre proseguono le indagini per identificare tutti i responsabili delle occupazioni. Resta ferma la presunzione di innocenza per i denunciati, ma l’azione di ieri segna un punto fermo nella volontà di non lasciare zone d’ombra all’interno del tessuto urbano di Roma Sud.