Una firma su un protocollo d’intesa, trasforma ufficialmente un’ex fabbrica in disuso nel simbolo di una nuova Roma, dove la filantropia d’impresa incontra il solidale. E’ il progetto “Finalmente casa!”, presentato oggi 20 marzo 2026 nella sede della Comunità di Sant’Egidio, che segna l’avvio di un cantiere che non si limita alla ristrutturazione edilizia, ma punta alla ricostruzione dell’umanitÃ
Rinascono oltre 2mila mq di archeologia industriale: alloggi per anziani e rifugiati nel nuovo polo del cohousing sociale ‘Finalmente casa’
Grazie al contributo decisivo di Leonardo Maria Del Vecchio, un’area industriale di 2.400 metri quadri a Tor Sapienza verrà sottratta al degrado per diventare un complesso residenziale innovativo, pensato per rispondere all’emergenza abitativa e alla solitudine delle periferie della Capitale.
L’alleanza per il sociale
La genesi di questa iniziativa affonda le radici nella storica presenza di Sant’Egidio nel quadrante Est di Roma, un territorio con un passato operaio glorioso ma segnato oggi da profonde fragilità sociali. La Comunità , guidata da Marco Impagliazzo, opera da anni a Tor Sapienza sostenendo anziani che rischiano l’istituzionalizzazione e famiglie migranti arrivate in Italia attraverso i corridoi umanitari.
L’incontro tra questa esperienza sul campo e la volontà di Leonardo Maria Del Vecchio, giovane imprenditore a capo della LMDV Capital, ha permesso di trasformare una visione etica in un piano d’azione concreto. Per Del Vecchio, l’obiettivo dichiarato è quello di rendere la filantropia uno strumento responsabile capace di unire accoglienza e dignità , creando modelli di convivenza che non lascino indietro nessuno.
I dettagli tecnici e il recupero della fabbrica
Il cuore pulsante dell’intervento riguarda la riconversione di un ex stabilimento produttivo, un volume architettonico imponente che verrà frazionato per ricavare appartamenti moderni e funzionali. I 2.400 metri quadri totali non saranno destinati esclusivamente all’uso privato, ma comprenderanno ampi spazi comuni progettati per favorire la socialità tra i residenti.
I lavori prevedono un adeguamento strutturale ed energetico dell’edificio, mantenendo però viva la memoria storica dell’architettura industriale di Tor Sapienza, ma reinterpretandola in chiave domestica. La trasformazione da luogo di produzione a luogo di vita rappresenta una delle operazioni di cohousing sociale più ambiziose degli ultimi anni a Roma, puntando su standard qualitativi elevati per garantire che l’abitare sociale non sia sinonimo di edilizia di serie B.
Una nuova forma di cohousing tra generazioni
“Finalmente casa!” non è un semplice condominio, ma un ecosistema dove diverse fragilità diventano forza l’una per l’altra. Il progetto prevede la convivenza di anziani, che scelgono questa soluzione per mantenere la propria autonomia pur vivendo in un contesto protetto e comunitario, e di nuclei familiari giunti attraverso i percorsi di integrazione dei corridoi umanitari.
Una mescolanza generazionale e culturale, studiata per abbattere i muri dell’isolamento, in cui gli anziani possono ritrovare un ruolo attivo all’interno della micro-comunità , mentre le famiglie in cerca di riscatto trovano un ambiente accogliente che facilita l’apprendimento della lingua e l’inserimento sociale. Come sottolineato da Marco Impagliazzo, queste “case non sono isole”, ma ponti gettati verso il resto del quartiere, pronte a interagire con la realtà locale.
L’impegno di Leonardo Maria Del Vecchio per Roma
A soli trent’anni, l’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio, già Head of Retail Italy di EssilorLuxottica, conferma con questa operazione una spiccata sensibilità verso i settori strategici e sociali del Paese. La sua partecipazione non si limita al mero finanziamento, ma si configura come una promozione attiva di nuovi modelli di sviluppo urbano.
Scegliere la periferia Est di Roma significa scommettere su territori complessi dove il tessuto sociale è diversificato e potenzialmente fertile per l’innovazione. Attraverso questo investimento, Del Vecchio intende dimostrare come il capitale privato possa agire da acceleratore di benessere pubblico, trasformando spazi urbani dimenticati in laboratori di riscatto e futuro, offrendo a chi fugge dalla guerra o dalla solitudine non solo un tetto, ma una vera identità di cittadini.
L’impatto sul quartiere e sulla cittÃ
L’avvio dei lavori a Tor Sapienza viene accolto come una risorsa fondamentale non solo per i futuri inquilini, ma per l’intera città di Roma. L’intervento contribuirà a riqualificare una porzione di territorio che per anni ha atteso risposte concrete. Il modello di “Finalmente casa!” si propone inoltre come una risposta alternativa agli istituti totalizzanti per anziani e ai centri di accoglienza temporanei, offrendo invece stabilità e calore domestico, dove il diritto alla casa sia indissolubilmente legato al diritto alla relazione.

















