Dopo tanti anni a Ostia Gildo se ne è andato, ed è un viaggio senza ritorno anche se su un murale dipinto da un anonimo Banksy di quartiere restano i suoi gesti, quelli che lo avevano reso caro, in special modo, agli abitanti del centro del Lido di Roma.
A Ostia Gildo se ne è andato ma un misterioso Banksy di quartiere ha voluto farne uno splendido ritratto
Gildo non era un senza dimora. Si dice che fosse originario del nord Italia e viveva in una casa situata a pochi passi dall’incrocio tra via delle Gondole e via Ugolino Conti ma era in quell’angolino che ritrovava se stesso e non mancava poi di offrire un sorriso a chi passava di lì.
Un sorriso accompagnato dal pollice alzato, come a dire tutto a posto se ancora possiamo incontrare, rivolgendosi invece ai più giovani con un “Ciao Ragasso”, nel suo tipico accento del settentrione.
Due gesti tanto semplici quanto ricchi di pathos: il sorriso e il saluto, che sembrano poca cosa e che invece in un “mondo dove accadono cose gravi anche il semplice salutarsi diventa un modo per esprimere umanità, perché l’umanità -sottolinea Gianluca Poscente che conosceva Gildo da tempo- non è nei gol di Maradona o di chi compie grandi imprese, è nelle piccole cose, quelle che hanno un valore grande e che restano impresse in un bellissimo murale come questo, spuntato improvvisamente dal nulla”.
Gildo era una persona colta, conosceva molte lingue, si dice avesse fatto il professore ma di certo trascorreva le sue giornate d’estate o d’inverno, con qualsiasi tempo, stazionando in quel piccolo angolo dove sistemava anche dei pupazzetti e dove non si sottraeva alle domande e alle curiosità dei ragazzi.
Quelli con cui parlava di filosofia e di tanti altri argomenti prima di accomiatarsi con quella mimica destinata, con il tempo, a trasformarsi nel tratto distintivo di una persona che poi si dedicava con la stessa cura a dar da mangiare agli uccellini, ormai abituati alle briciole diventate il loro pasto abituale
“Era una persona eccentrica e profonda, era una di quelle persone -prosegue Gianluca- che possono sembrare strane perché rifuggono da certi schemi e che, magari, vengono viste anche male ma che invece sono la presenza e la testimonianza di come la semplicità sia il valore più grande, ciò di cui tutti avremmo bisogno”.
“Una semplicità che fa tutt’uno con l’accoglienza, con il saper vivere tipico anche di un modo di essere di Ostia Lido al di là degli stereotipi destinati a nasconderne la vera anima, perché tutto questo era anche nel modo di essere e di vivere di Gildo che ci ha lasciati ma che ha lasciato dietro di sé, e in questo murale, un bellissimo ricordo”.
L’angelo con la barba e il profilo Fb
L’angelo con la barba, come è stato soprannominato, era un personaggio che faceva ormai parte dell’immaginario collettivo di tanti residenti legati alle origini e alla storia di un territorio che non finisce mai di sorprendere.
Come per i siparietti, le gag, le vicende legate alla storia di quest’uomo così particolare che sono state meticolosamente raccolte e narrate in un profilo Facebook intitolato “Gildo (La Leggenda del Lido di Ostia!)” in cui i ricordi e le situazioni più surreali hanno trovato puntualmente il loro spazio.

Per esempio in relazione a un episodio del 2011 quando Gildo si presentò di fronte a un locale dove era arrivato con una bicicletta un po’ retro per reclamare un credito da un certo ‘Pacchia’ che confermò di dovergli dare un po’ di euro, ma minacciò di buttarlo fuori prendendolo per il cravattino se si fosse azzardato a entrare. “Ma quale cravattino nun vedi che c’ha soltanto il gilet?”, fece notare qualcuno, per sentirsi rispondere “e vabbè quer coso (la barba) che c’ha sotto il mento”. Perché Gildo era anche tutto genio e sregolatezza allo stesso tempo.

















