Le ore 15:00 di oggi martedì 17 marzo, hanno segnato l’inizio di un pomeriggio di fuoco sul litorale, quando una colonna di fumo nero e denso ha iniziato a stagliarsi sopra l’abitato di Santa Marinella, visibile a chilometri di distanza anche dai pendolari in transito sulla statale.
Massiccio spiegamento di mezzi tra autobotti e autoscale per spegnere le fiamme divampate nella struttura a ridosso di un’importante arteria stradale: indagini sulla cause del rogo
Un violento incendio è divampato in via Siena, colpendo la struttura di una struttura sportiva con piscina ormai abbandonata che sorge a ridosso della via Aurelia. L’allarme è scattato immediatamente, portando sul posto le squadre di soccorso in un clima di forte apprensione per la rapidità con cui il rogo stava guadagnando terreno.
L’intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco
Non appena ricevuta la segnalazione, la caserma Bonifazi di Civitavecchia ha inviato d’urgenza l’equipaggio della 17A. Giunti sul posto, i soccorritori si sono trovati di fronte a uno scenario complesso: il tetto della piscina, realizzato interamente in legno, stava alimentando l’incendio con estrema facilità , sprigionando un calore intenso che rendeva difficili le prime operazioni di contenimento.
Vista la mole delle fiamme e il rischio di un crollo strutturale, il caposquadra ha richiesto immediatamente rinforzi pesanti. In supporto sono arrivate l’autobotte AB17, fondamentale per garantire l’approvvigionamento idrico costante, e l’autoscala AS17, necessaria per attaccare i focolai dall’alto e tentare di salvare le porzioni di copertura non ancora compromesse.

Dinamiche al vaglio: il ruolo del vento e delle sterpaglie
Sebbene le cause esatte siano ancora in corso di accertamento da parte dei tecnici dei Vigili del Fuoco, la dinamica dell’incendio presenta elementi di ambiguità che gli inquirenti stanno cercando di sciogliere. Un fattore determinante è stato il forte vento di mare che soffiava sulla costa al momento del disastro.
Due le ipotesi principali: le fiamme potrebbero essere nate all’interno della struttura abbandonata per poi propagarsi, complice il vento, alla sterpaglia circostante; oppure, al contrario, un rogo partito dalla vegetazione secca potrebbe aver trovato facile esca nel legno della piscina. In entrambi i casi, l’effetto combinato di incuria e condizioni meteo ha trasformato un piccolo focolaio in un incendio di vaste proporzioni.

Il bilancio delle operazioni e la sicurezza
Fortunatamente, nonostante la furia del rogo e la vicinanza a arterie stradali importanti come l’Aurelia, non si è registrato alcun ferito. La struttura, essendo in disuso da tempo, era vuota al momento del disastro, evitando così potenziali tragedie umane.
Le operazioni di spegnimento e la successiva bonifica dell’area stanno proseguendo, con i Vigili del Fuoco impegnati a smassare le macerie fumanti del tetto per evitare che brace nascosta possa alimentare un nuovo incendio.
La zona è stata messa in sicurezza e l’area perimetrata per consentire i rilievi tecnici necessari a stabilire se vi sia stata una matrice dolosa o colposa dietro l’accaduto.

















